Quella sera a teatro

Una delle più felici (sere) di mia vita. Così scriveva nonna Maria nel 1912. In questo vecchio post del blog sulla mia famiglia ho provato a immaginare il perché…

vado alla guerra

Mi sono sempre chiesto (beh, forse “sempre” è un’esagerazione; diciamo che me lo sono chiesto spesso) quando e come Maria e Adriano si conobbero, quando si promisero amore l’un l’altro.

Lei, milanese e cosmopolita, brillante e poliglotta (parlava correntemente quattro lingue) era figlia di stranieri e aveva parenti in mezza Europa, presso alcuni dei quali trascorse lunghi periodi, attorno ai vent’anni.

Lui, ligure di Savona, probabilmente seguì il padre nei suoi vari spostamenti per lavoro in Italia. Dai 12 ai 19 anni sicuramente era a Roma, dove conobbe Enrico di cui fu compagno di classe al ginnasio (nell’istituto Umberto I) e al liceo (al Nazareno)

Poi studiò legge, probabilmente iniziò alla Sapienza, sempre con Enrico, per poi passare a Siena, dove il padre dirigeva la filiale della Banca d’Italia. Sicuramente si laureò in giurisprudenza e poi fece l’avvocato, ma non so in quale foro esercitasse.

Difficile dire, dunque, dove…

View original post 330 altre parole

In quel preciso momento

Galleria

Questa galleria contiene 1 immagine.

Ieri sera scendevo da Fuoridazio verso l’area industriale di Poggio a portare la pompa del pozzo apparentemente rotta (poi s’è scoperto che la pompa stava una bellezza mentre invece era rotto solo il condensatore, per cui si sarebbe potuto evitare … Continua a leggere

Perché di me memoria resti dell’anno 1906

Che sia fatta la tua volontà, nonna Maria. Che resti per sempre, nell’ipermondo della rete, memoria di te e delle tue amiche.

vado alla guerra

Ancora su Maria. Un quaderno con tanti fogli bianchi, intervallati con delle stampine colorate di fiori e paesaggi “romantici”. E, non all’inizio, ma dopo poco, una “fotina” ritagliata di Maria sedicenne (con un cappellino che a me, profano nella materia, ricorda un piatto di frutta) sopra una scritta obliqua a tutta pagina: “Perché di me memoria resti dell’anno 1906”. Firmato (sulla “fotina”) Mimy, come amava farsi chiamare la giovane Löffler.

Un quaderno di ricordi, insomma, sul quale fare scrivere amiche e compagne di scuola di Milano e, qualche anno dopo, nel suo soggiorno a Londra del 1912, anche amici e amiche incontrati nell’allora capitale del mondo.

I “ricordi” degli anni 1906-1908 sono pochi, lunghi e abbastanza seriosi, come si confà a delle sedicenni di buona famiglia che già sanno che dopo la scuola ciascuna andrà per la sua strada e sarà difficile mantenere i contatti quando ci si sposerà e…

View original post 387 altre parole

Una vita nei figli

Ogni tanto vado a rileggere il blog “di famiglia”. Questa – che riprendo da quelle pagine – era in sintesi, secondo un uomo del primo Ottocento, la vita di una donna. Quella donna era la nonna di mio nonno Enrico.

vado alla guerra

Ho trovato tra le solite carte un “ottavo” scritto a mano con una grafia abbastanza leggibile. L’intestazione dice:

Estratto dalle memorie lasciate da Bartolomeo Ermini

e il contenuto parla della vita, e soprattutto dei parti, di Anna Maria Ermini, la nonna di mio nonno Enrico, la madre di suo padre Luigi, la moglie di Giovanni Galantini. Dal che ho dedotto che Bartolomeo, l’autore delle memorie, fosse suo padre.
Il testo dell’estratto dice così:

Giovedì 30 maggio 1816
Furono fatti i capitoli di Anna Maria in casa di Filippo con l’intervento di vari amici con rinfreschi di mattonelle, gelati e confetti

Domenica 3 giugno 1816
Fu fatto il matrimonio della suddetta nel conservatorio di S.Paolo primo eremita con Giovanni Galantini. Benedisse le nozze  il s.re D. Filippo Pincellotti. Dipoi furono date cioccolate a tutte le ragazze ed all’istante partirono per una vigna di Banducci sotto Marino sino al giovedì prossimo. E…

View original post 534 altre parole