Quel gioiello sul monte

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Sono passati quattro anni da quando sono entrato per la prima volta nell’Oratorio/Eremo di San Martino e il monte Acuziano è entrato sempre più nel mio cuore. Vederlo così abbandonato fa un po’ pena, tanto che sto pensando seriamente (per quanto possa io pensare seriamente…) che sarebbe bello fondare un associazione degli amici del monte Acuziano per provare a fare qualcosa per custodirne meglio le memorie e valorizzarle. Se volete saperne qualcosa di più sull’oratorio, cliccate qui sotto.

Galantini Jones e l’eremo che si nascondeva

Sui muri di Erevan

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Stamattina mi sono svegliato con un ricordo. Una foto che avevo visto sui muri di Erevan, la capitale dell’Armenia, in un bel viaggio di otto anni fa con Roberta e Antonio. Allora, dopo aver passeggiato con Chicca, che stamattina era … Continua a leggere

I segreti di Roccantica

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Ieri ho visto Roccantica come non l’avevo vista mai. Grazie all’iniziativa di un’amica, che è riuscita ad avere accesso a tutto quanto di solito è chiuso (perché non ci sono le forze per tenerlo aperto, e dunque è sano e … Continua a leggere

I due Ippoliti

Un mistero di famiglia risolto qualche anno fa dall’intuito investigativo di Galantini Holmes, il cugino intelligente di Galantini Jones (a sua volta il cugino intraprendente del predetto Galantini Holmes).

vado alla guerra

Nel mio piccolo angolo delle immagini di famiglia accanto al letto c’è anche questa incisione, che ricordo quando ero piccolo nello studio di mio nonno a Via Dandolo. Si trovava all’immediata sinistra della porta, nel poco spazio che precedeva la libreria. C’era una candelina votiva spezzata attaccata al chiodo cui era appeso il quadro e quello era per nonno, e quindi per noi, il Beato Ippolito Galantini, il beato “di famiglia”.

Il quadretto poi è passato a mio padre e da lui a me. Nel frattempo, qualche anno prima era morto zio Adriano, il fratello di mio padre, che mi lasciò tutte le sue carte e foto di famiglia, quelle che aveva ereditato da nonno Enrico e nonna Maria. E quelle che riguardavano i suoi studi sui nostri antenati. Tra queste carte, c’era anche un volume del 1624, con la “Vita del Beato Servo di Dio Hippolito Galantini fiorentino, fondatore…

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Ambrogio

Oggi è sant’Ambrogio. Che è un personaggio straordinario. Un uomo che aveva progettato la sua vita in un modo e che però viene chiamato a tutt’altro destino. Un destino che non aveva neanche preso in considerazione, ma che accetta svolgendo il nuovo ruolo che gli viene affidato al massimo delle sue possibilità. Che erano evidentemente assai significative. Un piccolo riassunto di una vita grande

santestorie

Io non ci pensavo per niente, a servire Dio. Fin da piccolo sapevo che, come tanti nella mia famiglia prima di me, la mia vita sarebbe stata dedicata a Roma e all’Impero. E l’idea mi piaceva sempre più, a mano a mano che crescevo. Ma poi la mia storia ha preso un’altra piega.

Nacqui ad Augusta Treverorum, dove mio padre era prefetto del Pretorio, e come tutti quelli della Gens Aurelia feci i miei studi nell’Urbe, dove tornai che ero ancora imberbe alla morte del mio genitore. Diventato uomo, fui per cinque anni avvocato in Pannonia a Sirmio, assieme a mio fratello Satiro, e poi Valentiniano mi richiamò in Italia, a Milano, sempre con mio fratello vicino. Era un grosso impegno, l’amministrazione di quelle terre, e io cercavo di svolgerlo, come sempre, al meglio delle mie possibilità.

Quando quattro anni dopo morì Assenzio, vescovo di Milano, il popolo, diviso tra…

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