Una pasta consapevole

Oggi voglio parlare di cibo, visto che, seguendo un corso di “consapevolezza alimentare“, sto cercando di prestare più attenzione (ancora di più???, potrebbe dire qualche malalingua) a quello che mangio, a come lo mangio, al perché lo mangio. Magari alla fine del corso proverò anche a dirne qualcosa di più; per adesso mi limito a dire che il concetto di “non giudicare” (non condannarsi, non colpevolizzarsi: meccanismi infernali di avvitamento su se stessi…), su cui nel corso s’insiste molto, mi piace davvero e mi sembra molto giusto (anche se a volte, devo ammetterlo, tendo a interpretarlo in un modo un po’ troppo “pro domo mea”, o, per dirla con un francesismo, un po’ troppo paraculo; ma tant’è…).

Tornando alla pasta, devo dire che in queste giornate così primaverili da sembrare quasi estive uno sente quasi  il bisogno di anticipare la stagione. Già ci sono dei pomodori discreti in giro, tanto che ho cercato delle friselle (ma nei panifici locali ancora non le fanno). E alla Coop ci sono già le zucchine  anch’esse discrete e per niente care. Così l’altra sera ho deciso di anticipare l’estate e mi/ci sono preparato un primo piatto (in realtà piatto unico serale) che mi è piaciuto decisamente. Ho messo un paio d’ore prima quattro pomodoretti tagliati piccoli piccoli a riposare in una cuccumella con olio aglio e origano. Poi ho cotto le zucchine (quattro anch’esse) con aglio olio e peperoncino a fuoco bello alto in modo che restassero un po’ croccanti (aggettivo che oggi va assai di moda tra chi parla e scrive di cucina, lo so, ma rende l’idea). Quando ho buttato la pasta – le conchiglie di Benedetto Cavalieri, maestro pastaio salentino – ho gettato una vaschetta di guanciale in padella lasciandolo un po’ morbido. Alla fine ho mischiato il tutto mantecando per trenta secondi con un po’ di pecorino che mi ha regalato l’elettricista Antonio (lo prende da un produttore vicino a Vescovio e lo fa stagionare lui in cantina per il vecchio padre: è bello secco e assai saporito), una macinata di pepe e un po’ d’olio a crudo ed ecco il risultato.

IMG_2989

Su cotanto piatto, di cui sono abbastanza contento, abbiamo bevuto un Muscadet de Sevre-et-Maine di Pierre Juneau Papin del 2014, Les Pierres Blanches, decisamente piacevole e, come dicono gli esperti, di buona beva.

Un bel connubio, una cena consapevole…

Per gli interessati, qui a fianco la scheda del vino 0812201514

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