La danza degli sguardi

La scorsa settimana sono tornato alla Galleria nazionale di Palazzo Barberini dopo tanti anni (quanti non so: di sicuro almeno dieci, perché è da dieci anni che è aperto il primo piano, mi hanno detto, là dove aveva sede il Circolo degli ufficiali, mentre il museo che ricordo era invece tutto al secondo piano).

Le opere sono tante e bene esposte. Molte le ricordavo e le ho ritrovate. Alcune sono state spostate a Palazzo Barberini da Palazzo Corsini dov’erano prima esposte (almeno a stare alla mia memoria). Non ho ritrovato la botticelliana Maddalena di Piero di Cosimo (che ispirò una delle mie prime – non indimenticabili: e infatti le ho dimenticate quasi tutte – canzoni). La Fornarina mi ha dato una grande emozione (come sempre, ma forse un po’ meno di sempre: i suoi occhi non mi hanno seguito come un tempo da una parte all’altra della sala; probabilmente sono io che sono meno interessante di qualche anno fa…).

Ho fatto un sacco di fotografie, pur troppo quasi mai da posizione frontale per via delle luci e dei riflessi. Ne pubblico alcune, di quadri che mi hanno colpito per le pose dei volti e dei corpi, più o meno di sguincio.

Come la Maddalena penitente di Guido Cagnacci, con il corpo abbandonato all’indietro e il viso rivolto all’insù…

Versione 2

O il San Francesco sorretto dall’angelo, di Orazio Gentileschi (e devo dire che non ho mai visto nessuno sorreggere qualcun altro senza fare neanche l’ombra di uno sforzo: il potere della luce, evidentemente…)

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O la torsione al limite di Golia sul punto di essere decapitato da Davide nella tavoletta di Daniele da Volterra (grande specialista di posizioni un po’ anomale, vedi l’Elia nel deserto qui…)

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Ma a proposito di scorci e di sguinci, il record spetta a questa meravigliosa Madonna con santi di Lorenzo Lotto (il titolo ufficiale è Matrimonio mistico di S. Caterina d’Alessandria). Chi guarda in su, chi guarda in giù, chi da questa parte, chi dall’altra: è una vera e propria “danza degli sguardi”, un gioco di corrispondenze che nella riproduzione  si perde molto ma che dal vivo cattura subito anche il tuo, di sguardo, che a sua volta danza dall’uno all’altro senza stancarsi mai.

Versione 2

 

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