Ricetta chiama ricetta

Questa ricetta mi è venuta in mente l’altro giorno.  Avevo letto un’altra ricetta (che non ricordo più) che era basata sul classico sugo aglio, olio e peperoncino, con un’alice fatta sciogliere dentro. E ho pensato che su quella base non sarebbe stato male aggiungere un po’ di sgombro (recentemente ne ho trovato di molto buoni). Mi sono chiesto se farlo cuocere un po’ o lasciarlo più o meno crudo. E ho optato per la seconda scelta. Ho pensato a un altro ingrediente per arricchire la tavolozza gustativa e m’è venuto in mente il sesamo, un po’ di semi di sesamo tostati. Ed ecco che la ricetta era più o meno pronta. Bisognava solo tradurla in piatto.

IMG_1396L’ho fatto ieri sera. Di sgombro ne avevo un barattolo piccolo al naturale, comprato devo dire per errore (a me piace quello all’olio d’oliva…) ma di marca buona. L’ho scolato, sminuzzato, condito generosamente con olio d’oliva e le foglioline di  un ramoscello di timo raccolto nel giardino dei semplici, e l’ho lasciato lì un paio d’ore a insaporirsi. Quando è stato il momento di preparare la cena, ho messo l’acqua sul fuoco e, in una padella, un po’ d’olio (non poco), uno spicchio d’aglio tagliato a pezzetti (da mangiare insomma), un po’ di peperoncino e tre filetti d’alici (metterne quattro non sarebbe stato un errore). In un’altra padella antiaderente ho cominciato a tostare il sesamo. Dopo i tredici minuti delle pennette Cavalieri, le ho versate nella padella dove avevo preparato il  soffritto, ho aggiunto lo sgombro e, alzato il fuoco abbastanza allegro, ho cominciato a girare per amalgamare il tutto. All’ultimo ho messo il sesamo. Ultima girata, filo d’olio a crudo e via impiattare.

Che dire? Buono, come mi aspettavo. Ma si può migliorare, lasciando da parte la timidezza. Mettendo più timo, e magari anche un po’ di maggiorana fresca. Abbondando ulteriormente con il sesamo. Un’idea potrebbe essere anche quella di aggiungere un trito di pistacchi. Magari quest’ultima aggiunta la prova la terza volta…

P.S. Come vino abbiamo bevuto L’Oro di Nè, uno chardonnay fatto a Nepi, fresco e accattivante, che trovo di solito a Casa Tuscia in offerta a poco più di sei euro a bottiglia. Un buon vino a un buon prezzo.

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