Vesta, dea dell’amore

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Una foto del 1860 circa (presa sempre dal sito Facebook di Trastevere.app) scattata dal campanile di S. Maria in Cosmedin  e ovviamente colorata dopo, che inquadra uno dei miei angoli preferiti di Roma, se non proprio quello che amo di più. Anche se così ovviamente non l’ho mai visto, anche se con la costruzione dei lungotevere e con le smanie imperiali del puzzone interi quartieri sono stati buttati giù.

Il tempio di Vesta e quello vicino di Portuno (che noi da ragazzi chiamavamo, come da volgata dell’epoca, della Fortuna Virile, ad essa appellandoci e implorando, appunto, maggiore fortuna…) sono stati la quinta di tanti  pomeriggi della mia adolescenza.

Come quel giorno in cui, nella parte posteriore del tempio (bisognava solo scavalcare una ringhiera neanche troppo alta per arrivarci e avere un po’ di privacy) baciai per la prima volta una ragazza…

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