Da dove vengo

È vero che forse è più importante dove andiamo. (Anche se a ben vedere, per quanto ci si agiti e si faccia, tutti andiamo nella stessa direzione e presto o tardi ci arriveremo: alcuni credono che sia solo un passaggio verso il meglio, altri non lo credono, altri ancora, tra i quali il sottoscritto, pur senza crederci, in fondo in fondo lo sperano…).

Ma è importante anche da dove veniamo. Ne ho scritto su un altro blog, nato quasi solo per questo, e in un post su quel blog ricostruisco la linea genealogica che da mio nonno porta su per li rami al nonno del nonno di suo nonno, quel Francesco Galantini, figlio di Tomaso, nato a Pisa nel 1635 e venuto poi a Roma, dove sposò una cugina, Porzia, figlia di un altro Tomaso Galantini. Quel post si basava su un lavoro fatto da mio zio e passato a me dopo la sua morte, più di 25 anni fa, sintetizzato da un albero genealogico che ho appeso accanto al mio letto, in un angoletto dedicato alla storia della mia famiglia, assieme a una stampa della casa di via della Lungarina, ricostruita e ampliata negli anni 80 dell’800, ma poi distrutta nella costruzione dei lungotevere, e a una stampa  tratta dall’autoritratto custodito agli Uffizi, nel Corridoio del Vasari, di Ippolito Galantini, cappuccino, pittore e miniaturista del diciassettesimo secolo e a lungo ritenuto dalla mia famiglia il ritratto del beato Galantini, anche lui Ippolito, vissuto a Firenze a cavallo tra il 500 e il 600.

 

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L’albero genealogico sul versante Galantini

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L’angoletto “storico”

 

 

2 thoughts on “Da dove vengo

  1. Enrico, se pubblichi gentilmente l’albero genealogico in “Galantini’s en el mundo,” sarà molto grato e io in grado di eseguire le ricerche necessarie per vedere i rami, e le croci, i nostri più antichi antenati, e dei nostri genitori moderni. Per fare questo, userò il mio accesso al sito di FamilySearch, che appartiene alla Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, che ci aiuta a trovare gli antenati che avremmo mancano di incorporare, unendo così i vari rami staccati, e trapiantato nella “diaspora Galantini” in tutto il mondo. Naturalmente, molte grazie per tutto. Abbraccio fraterno, dalla città di Miramar, Buenos Aires, Costa Atlantica, Argentina. Carlos Alberto GALANTINIPeralta, Scrittore.

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