Un castello per dormire

Mi è molto piaciuto, quest’anno, dormire in un piccolo castello sulle rive della Loira. Quando cercavo su internet dove alloggiare a Le-Puy-en-Velay o nei dintorni, e mi sono imbattuto nella Château (o Maison forte) de Volhac, è stato amore a prima vista. Che è diventato ancor più forte quando mi sono passate sotto gli occhi le foto della stanza dove poi abbiamo passato tre notti. Una stanza di nome Consuelo, dedicata a George Sand, scrittrice che soggiornò nei pressi, come l’altra stanza si chiama Stevenson, in onore di R.L.S. che nel settembre del 1879 fece un viaggio da quelle parti poi raccontato nel suo In viaggio con un asino nelle Cevennes (l’asino in realtà era un’asina di nome Modestina). IMG_7462 IMG_7479Due immagini della Maison forte. Dal viale d’accesso, a sinistra, e a destra il lato dell’ingresso. L’edificio, così come si presenta oggi, è del XV secolo. Ma già nel XII c’era una struttura, in parte poi riadattata, per proteggere e controllare il ponte lì vicino, a Coubon, l’unico sulla Loira per molti chilometri. La nostra stanza era al secondo piano, con ingresso indipendente dalla scala a chiocciola che sale fino al tetto in corrispondenza della porta. Una stanza originale, con il letto in un’alcova e, ai lati, due porte che portavano alla toilette e alla stanza da bagno vera e propria. E poi, bei mobili, bei quadri, bei libri… IMG_7470IMG_7468

Una stanza arredata con gusto. Gusto che abbiamo ritrovato, con in più quel che di “vissuto” che non guasta mai, nell’appartamento dei proprietari del castello, che prende tutto il primo piano, dove era previsto il petit déjeuner. Anne e Jean Muller, persone colte, cordiali e poliedriche, grandi conoscitori e amanti di Le-Puy e dell’Haute-Loire, sono il valore aggiunto del soggiorno a Volhac, con la simpatia, la gentilezza e i suggerimenti di visita (oltre che l’indicazione del ristorante dove abbiamo mangiato durante il nostro soggiorno). Chiudo con un’immagine della Loira dalla finestra della nostra stanza. Loira che abbiamo poi incontrato di nuovo, quasi alla sorgente, quando da Le-Puy-en-Velay siamo andati a Marsiglia, passando per gli altopiani selvaggi dell’Ardéche, in un saliscendi di turniché (come li chiamava mio padre) che le mie braccia ancora ricordano. Ma questa è un’altra storia. O, meglio, un altro post… IMG_7467

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