Chilometro zero, chili due

La nostra vacanza in Basilicata ha avuto come epicentro l’agriturismo La Dimora dei Cavalieri, che si trova a Vaglio Basilicata, a pochi chilometri da Potenza. La sua centralità rispetto all’intera regione ci ha permesso, giorno dopo giorno, di fare dei bei giri e di vedere molte belle cose, tornando ogni sera a cena «a casa».

E in effetti la cucina è una delle attrattive maggiori di questo bel posto, che sta in altura (850 metri) e dal quale si ha una gran bella vista sulle colline e i monti circostanti. Innanzitutto per le materie prime, in massima parte di produzione propria (comprese le carni, di agnello e di maiale, e i formaggi), che sono di altissimo livello. E poi, ma in realtà soprattutto, per le capacità di Rosaria, la cuoca, che è una maestra nell’arte di esaltare quelle stesse materie prime in piatti semplici e allo stesso tempo perfetti. Con una quantità generosissima di antipasti che lasciava poco spazio per i primi e i secondi. Tutti peraltro da leccarsi i baffi.

Come le «lagane» con i ceci con le quali abbiamo avuto il nostro primo approccio

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alla cucina di Rosaria, o quest’altro primo di cui non ricordo il titolo esatto, che

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dovrebbe essere qualcosa come «strascinati con pomodori e melanzane», e che comunque era di una bontà da sballo, proprio per la sua semplicità ed efficacia;

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o quest’altro ancora di cui ricordo titolo e sapore: strascinati «aperti» con peperone «crusco» e mollica di pane, una cosa sublime.

Per gli aficionados, ecco anche una foto delle salsicce smisurate e buonissime (con il finocchio) prodotte anch’esse in azienda, da suini neri. Erano due, nel piatto, all’inizio. Le foto, anche le altre qui sopra, mi ricordavo di scattarle sempre un po’ in ritardo (chissà perché…).

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Per chiudere, un’immagine delle prima colazione, con una crostata dalla pasta frolla perfetta: friabile e saporita, un miracolo anch’essa

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(non a caso la foto riprende l’ultimo pezzetto di crostata rimasto, prima che una mano avida – la mia – lo ghermisca).

Insomma, un paio di chili li abbiamo presi, ma ne valeva la pena. Tutta.

 

 

 

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