La pietas dell’ingegnere

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Le acque del Rio Travignolo

Stasera, scendendo dal Passo Valles – uno di quei passi dolomitici meno frequentati e che proprio per questo hanno un loro fascino particolare –, abbiamo costeggiato a lungo il Rio Travignolo,  il torrente che a casa mia è stato da sempre – da quando ho memoria – il simbolo, la quintessenza del torrente alpino: quello dalle acque chiare, trasparenti, che scorrono rimbalzando sui sassi, tra boschi di conifere alti verso il cielo.

Sulle rive del Travignolo, tanti anni fa – sicuramente più di cinquanta, forse anche sessanta – mio padre ci dette una di quelle lezioni che si danno solo con l’esempio, e che per questo durano infinitamente più di quelle date con le parole. Accanto alle acque che scorrevano incessanti trovammo – più o meno all’altezza di dove parte la strada per la Malga Venegia – una croce di legno, la tomba senza nome di un soldato sconosciuto, forse italiano, forse austriaco, sepolto dai compagni. E insieme a noi figli, piccoli ma in grado di capire che era un gioco “serio”, la ripulì, ne disegnò il contorno con una fila  di pietre, e poggiò lì sopra dei fiori di campo raccolti nei prati vicini. E poi disse assieme a noi una preghiera per quella persona la cui ultima dimora era rimasta abbandonata per così tanti anni.

Ci tornammo negli anni successivi, sulle rive del Travignolo. Così almeno mi sembra di ricordare, anche se spesso la memoria è una ri-creazione a posteriori. Per dare una risistemata alla tomba e dire una preghiera. Che magari  serviva più che altro a far stare bene chi la diceva, ma che a me, assieme ad altre cose, ha insegnato l’importanza del ricordo. “Finché qualcuno si ricorda di te, non sei morto del tutto”, soleva dire mio zio Adriano, il fratello di papà. Mio padre, l’ingegnere, che era uomo di poche parole, ce lo aveva insegnato con l’esempio, con la sua pietas verso un soldato senza nome.

Sono tornato, negli anni, sulle rive del Travignolo, ma non ho più trovato la tomba. Il ricordo però non si è cancellato. E ritrovarlo identico, anzi, con più particolari, nella memoria di mio fratello, oggi, è stato molto bello.

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