Una freccia verso il cielo

Passeggiare (per meglio dire, camminare: a New York non si passeggia, si cammina) per la Quinta Avenue (o per la Broadway, per la Lexington ecc. ecc.)  è un po’ come passeggiare (pardon, camminare) in certe valli di montagna. A parte il numero di persone che ti stanno a fianco (leggermente superiore in quel di NY). Perché nell’un caso come nell’altro sei portato spesso (così spesso che alla fine il collo un po’ ti duole) a guardare verso l’alto, verso le montagne e i grattacieli che incombono.

E come le montagne anche i grattacieli – non tutti ma molti sì – cambiano a seconda del punto di vista da cui li guardi. Come lo One World Trade Center (quello di Libeskind di cui ho già accennato in un post precedente). Visto da una certa distanza appare così.

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Ma se lo vedi da sotto, quello che vedi cambia drasticamente e, invece di un solido formato da x facce, ciascuna un triangolo con la punta alternativamente in alto o in basso, ti appare come una freccia verso il cielo.

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Mentre di notte quasi si smaterializza per lanciare spazio al gioco delle luci.

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P.S. Quello in primo piano è l’esterno dell’invenzione di Calatrava (il controverso Oculus), per la nuova stazione della metropolitana del World Trade Center e per un immenso centro commerciale. Ma questa è un’altra storia e sarà un altro post. Keep in touch.

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