Che giornata

Nel primo pomeriggio, dopo un lauto pranzo a base di yogurt (uno dei due era quello all’avena e noci di Activia che mi piace tanto), mi sono guardato la puntata finale della serie tv The Newsroom. Puntata finale che, come in tutte le serie di Aaron Sorkin, si intitolava What a day it was, “Che giornata”Con l’occasione di un bel funerale e di un bebè in arrivo, e con qualche flashback, si fa il punto della situazione, si chiariscono degli snodi mai esplicitati e tutti si apprestano a vivere, se non proprio felici e contenti, almeno alla ricerca di quel po’ di felicità (chi più chi meno) che tocca in sorte.

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È una cosa che faccio ogni tanto, questa del rivedere le ultime puntate. Quella di Lost, ad esempio, la so quasi a memoria ma ancora quasi mi commuovo (anzi, senza quasi). Mi piace quando si tirano i fili e magari c’è anche il lieto fine. Quando si sciolgono i nodi e tutto acquista un senso compiuto. Quando l’evento che hai aspettato per 10, 20, 40 puntate, o addirittura di più, avviene (o non avviene) e la storia finisce.

Salvo ricominciare se riprendi la prima puntata della prima serie, che grazie a Herr A. ormai sempre più vicino, ti risulterà nuova. O almeno lavata con Perlana.

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