Un grande Secretum

SecretumHo appena finito di leggere, con gran gusto devo dire,  Secretum, di Monaldi & Sorti. Il librone (sono 800 pagine) riprende i personaggi di Imprimatur, il primo romanzo della coppia, anche se la vicenda si svolge diciassette anni dopo gli eventi raccontati nel primo libro.

Il teatro dell’azione è sempre Roma, dove si sta svolgendo il giubileo del 1700, ma questa volta le location principali sono sul Gianicolo: Villa Spada, dove hanno luogo gli sponsali del nipote del cardinale Fabrizio Spada, segretario di Stato; e la Villa Benedetta, meglio nota come Il Vascello. Certo non mancano le puntate oltre Tevere, da Palazzo Spada alla Biblioteca Vallicelliana, fino a Termine, alle Terme di Diocleziano. E poi le Terme di Agrippina, che si dovevano trovare di fronte alla chiesa di S. Vitale a Via Nazionale, dove i nostri vivono un’avventura quasi alla Indiana Jones ante litteram, fino all’Anfiteatro d’Albano. 

Il protagonista è ancora l’Abate Atto Melani, cantante lirico, castrato, diplomatico e spia francese, a Roma per l’ormai prossimo conclave (il papa è molto malato), ma anche con altri fini, e nelle sue avventure lo accompagna come nel primo romanzo quello che allora era un garzone dell’Osteria del Donzello e oggi lavora come assistente giardiniere nella Villa del cardinale. Un giovane “diversamente alto”, che è poi colui che scrive in prima persona. E poi ci sono cardinali, sbirri, mendicanti, grandi amori, re spietati, feste, banchetti, fuochi “artificiati”, pappagalli che parlano (ma non con tutti) elefanti…

Il romanzo, scritto in una lingua ricca e barocca che risuona su quella dell’epoca, è il secondo di una serie di sette, basati sulle avventure di Atto Melani. Ne sono già usciti cinque ma in Italia solo due. Già, perché nonostante si tratti di bestseller mondiali, qui da noi c’è stato un lungo incomprensibile oscuramento. Incomprensibile fino a un certo punto. Molti personaggi, a partire dallo stesso Melani, sono figure storiche. E in Imprimatur viene svelata una brutta vicenda che riguarda il papa di quell’epoca, Innocenzo XI Odescalchi, con conseguenze sulla canonizzazione in corso del pontefice.

Ricco di descrizioni e di incisi, il romanzo scorre via con una serie di colpi di teatro che spostano la vicenda sempre un po’ più in là. In Secretum nulla è mai ciò che sembra, come in una storia di spionaggio che si rispetti. Ma il sostrato storico è veramente denso e invita agli approfondimenti. In coda al libro, dopo una serie di documenti che illustrano vari aspetti della vicenda, c’è anche un indirizzo internet con la colonna sonora: le varie musiche suonate durante la vicenda.

P.S. È solo una coincidenza, e riguarda solo me, ma mi ha coinvolto anche il fatto che il cuore della vicenda si svolga negli stessi luoghi che 149 anni dopo videro gli eroi della Repubblica Romana combattere e (in moltissimi casi) morire in nome dei loro ideali e che io alle vicende di Garibaldi, Mameli, Mazzini mi sia appassionato negli ultimi mesi…

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