Il nostro viaggio in Alvernia è nato – come ho già avuto modo di scrivere –, da un libro, di foto e di testi, ma soprattutto di foto, comprato l’anno scorso a Conques sull’arte romanica in questa regione. Una delle cose più romaniche (e più emozionanti) che ho visto durante il giro sono stati l’abbazia e il villaggio di Lavaudieu, che si trovano a una cinquantina di chilometri da Le-Puy-en-Velay e dal castello dove abbiamo soggiornato nella regione.

Nelle due foto, il villaggio e l’abbazia di Lavaudieu dalle rive della Senouire (sopra), e il fiume dal giardino del monastero (sotto)
Il villaggio di Lavaudieu nasce attorno all’abbazia benedettina, fondata alla metà del XI secolo dallo stesso Robert de Turlande che qualche decennio prima aveva fondato un’altra famosa abbazia, quella della Chaise-Dieu, che si trova a una trentina di chilometri di distanza, tra le montagne, a oltre mille metri d’altezza. La Chaise-Dieu (che vuol dire “la casa di Dio”) era un monastero maschile, Lavaudieu (che vuol dire invece “la valle di Dio”) nasce invece come convento femminile. Del monastero originale rimangono molti edifici, tra questi il chiostro, splendidamente romanico.
Il refettorio, che nel tempo ha cambiato più volte destinazione, custodisce un assai interessante affresco della fine del XII secolo, con forti influenze bizantine e copte.
Nello stesso refettorio è ospitato un bellissimo Cristo crocefisso romanico (senza braccia) che proviene da un altro sito della zona (mentre quello di Lavaudieu sta al Louvre)
Ancora due foto, sulla chiesa del monastero, dedicata a S. Andrea, piena di affreschi (soprattutto del XIII secolo), in parte scarsamente leggibili ma di indubbio fascino,
e con dei capitelli scolpiti, anch’essi romanici, anch’essi assai interessanti, soprattutto quello che rappresenta il Peccato originale, con Adamo ed Eva e il serpente attorcigliato sull’Albero della Vita.
Un monastero assai bello, che sopravvisse alla rivoluzione francese (solo il campanile venne mozzato in quegli anni) e un villaggio intatto proprio perché “fuori dal mondo”. Non so se Lavaudieu è davvero la valle di Dio. La pace, di sicuro, non manca. Uno come me ci vivrebbe da dio.