L’uomo che fotografa l’uomo

Ieri, venuto a Roma con la scusa di ritirare i Cud, ne ho approfittato per andare a vedere la mostra di Mario Dondero alle Terme di Diocleziano. Dondero, fotoreporter, uno dei mostri sacri della fotografia mondiale, dagli anni cinquanta in poi ha fotografato di tutto e di più: da Parigi, dove ha vissuto gran parte della sua vita, l’intellighenzia e la gente comune, all’Italia, anche qui attori e uomini di cultura, ma soprattutto chi vive una vita normale, nella sua vita e nel suo lavoro; e poi in giro per il mondo, tra una guerra e l’altra, il Portogallo prima e dopo Salazar, la Spagna franchista e tant’altro ancora.

Nel 2012 Dondero ha fatto con Angelo Ferracuti un viaggio nella Puglia di oggi alla ricerca della Puglia di ieri, quella di Di Vittorio, in un reportage che l’Edit. Coop. gli commissionò per ricordare il grande segretario della Cgil (Di Vittorio a memoria era il titolo). In quell’occasione ho avuto l’occasione di conoscerlo e di apprezzarne l’umanità: curioso e disponibile, D. è un uomo che ama parlare ma che è capace di ascoltare come pochi; e questa è sicuramente una delle ragioni della sua capacità di cogliere l’essenza delle cose e delle persone (la dote più importante per un grande fotografo).

Preceduta da due bei video (soprattutto il secondo, in cui Dondero si racconta nella bella sala del mappamondo del Palazzo dei Priori di Fermo, città nella quale ha scelto di fermarsi qualche anno fa) la mostra è veramente bella. Unico neo, l’illuminazione, che costringe a continui spostamenti nella ricerca di angoli che elimino i riflessi delle luci dall’alto (ma questo è un difetto abbastanza comune, qui da noi).

Qui di seguito, alcune foto rifotografate da me. Un piccolo omaggio che inizia con una immagine italiana di pochi anni fa ma che è di un’Italia senza tempo, con il contadino che mostra il suo marracio.

IMG_6973Per proseguire con due immagini brasiliane. Un meninho de Rua che dorme nel grembo di una statua e una Regina del carnevale che la mattina dopo torna stanca a casa

IMG_6978

IMG_6980

Tutte le foto sono un po’ ritagliate per via dei riflessi. Solo quest’ultima l’ho proprio “cambiata” (che presuntuoso…) da orizzontale a quadrotta tendenzialmente verticale per  sfruttare il riflesso come improbabile luce sopra il lampione.

A proposito di luce, ecco due incredibili raggi obliqui nella cucina di una prigione mediorientale

IMG_6981E, per finire, l’immagine che più mi ha colpito. Quella del diffusore dell’Unità fermo in posa con la sua bicicletta, mentre dietro a lui dei bambini attraversano ridendo la strada bianca. Un’immagine che racconta un paese vivo, con il sorriso contagioso del ragazzo che guarda in camera che personalmente trovo fantastico.

IMG_6974

La mostra doveva finire a fine marzo ma è stata prorogata fino al 26 aprile. Non perdetela.

One thought on “L’uomo che fotografa l’uomo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...