Alla fine, la scarpetta è di rigore

Stasera ho finito di potare la vigna alle 18 e 30 circa. L’ultima pianta l’ho terminata quasi al buio ma per fortuna non ho causato danni. Per premiarmi/premiarci ho deciso di preparare una bella pasta. Sugo? Al tonno.

Quando ero giovane la mia pasta con il tonno era in pratica un’arrabbiata alla quale aggiungevo, nel finale e prima del prezzemolo, un po’ di tonno scolato del suo olio, che in pratica non cuoceva quasi per niente. Magari non era così male – quando hai fame e sei giovane, tutto sembra migliore – ma certo era slegata: era un’arrabbiata con il tonno, appunto. Ma qualcuno mi aveva molto caldeggiato questa cosa del tonno che non doveva cuocere e così insistevo nell’errore.

Poi, molti anni dopo, un tizio di cui non ricordo il nome – amico di una mia amica –, architetto e cuoco provetto, mi convertì sulla via Tagliamento (era lì che abitava). Una sera che c’ero anch’io preparò una pasta al tonno davanti a tutti e mi aprì gli occhi e un futuro migliore. Le idee-forza erano che il tonno doveva cuocere a lungo con gli altri ingredienti, che più erbe c’erano meglio era, che all’inizio si doveva quasi dorare un bel po’ d’aglio tagliato piccolino così che poi lo si mangiava, che il pomodoro doveva cuocere fino a prendere una bella consistenza. Tra tonno e pomodoro, insomma, doveva diventare quasi una crema.

E così ho fatto stasera. Sono andato nelle aiuole davanti casa e ho preso le erbette che c’erano (prezzemolo, timo e origano fresco). Ho messo nell’ordine due begli spicchi d’aglio tagliati piccoli, una buattina di pomodoro a pezzettoni, ho aggiunto dei capperi tritati e delle splendide olive al forno anch’esse sminuzzate, le erbe anch’esse tagliate piccole piccole. il tonno paciugato con la forchetta, un po’ di peperoncino e vai con il fuoco abbastanza sostenuto. Un quarto d’ora ed ecco il risultato.

IMG_3724Altri dieci abbondanti minuti per la pasta (fusilli) fatta amalgamare in padella per una trentina di secondi e vai con il piatto.

IMG_3725Alla fine, di rigore la scarpetta. Prima nel piatto, poi anche nella padella.

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