Donnine, cani pazzi e il viaggio nel passato

La band suona il riff di Everybody needs somebody per una trentina di secondi. Poi si zittisce di colpo e una voce dal forte accento franscese dice, con tono quasi stentoreo, “Zi meddògs en zi ingliscmèn… en giò coquér”. Applauso scrosciante e parte il primo pezzo che, dopo un attacco un po’ alla Gimme some lovin’, si rivela essere Honky Tonk Women, in una trascinante versione R&B, tirata dal vocione di Joe Cocker e dal groove della band guidata da Leon Russel. Quattro minuti di pura energia che, ascoltati ieri in auto tornando da Roma (il Qubo sta diventando ormai la mia sala musica più frequentata…), mi hanno richiamato in mente l’ultimo romanzo di Stephen King.

Quel 22-11-1963 in cui la canzone degli Stones svolge una funzione importante nella vita di Jake Epping/George Amberson, in viaggio nel passato per evitare che il 22 novembre del 1963 John Kennedy venga assassinato a Dallas da Lee H. Oswald. Attento a nascondere con molta attenzione la sua provenienza dal futuro, Jake/George si tradisce con la donna di cui è innamorato canticchiando durante un viaggio con lei la canzone degli Stones. E quando lui la vede imbronciata e le chiede il perché, lei gli risponde che è per la canzone che stava cantando. Lui le dice che deve averla sentita su una radio locale, e lei allora gli cita i primi due versi: I met a gin-soaked bar room queen in Memphis, she tried to take me upstairs for a ride. Lui si sente morire. La FCC (la Federal communication commission) non avrebbe mai consentito nel 1962 che venisse trasmessa una canzone con quel testo, con signorine poco serie che cercano di portarti al piano di sopra per una scopata. E poi, come faceva lui a dirle che quella canzone sarebbe stata pubblicata sette anni dopo da un gruppo che allora negli Usa nessuno conosceva…  Più tardi, quando lei gli chiederà se è un extraterrestre, lui negherà decisamente. Ma alla seconda domanda, “vieni dal futuro”, non potrà che rispondere di sì.

A proposito di sette anni dopo quel 1962, in quell’estate del 1969, passai un mese a Londra, con mio fratello Angelo e il mio amico Eugenio. Avevo 16 anni, frequentavo un corso d’inglese nel primo pomeriggio e poi, la sera, andavamo a Soho, al Kilt e alla Poubelle, a cercare di rimorchiare. Inutilmente nel mio caso. Honky Tonk Women fu la colonna sonora di quell’estate. Era uscita in singolo il 4 luglio, il giorno prima del concerto in Hyde Park dei Rolling Stones per Brian Jones (che mancammo per poco), ed era il numero uno in classifica. Anche se io preferivo il retro, la mitica You can’t always get what you want. Quelli sì che erano 45 giri…

PS  Due consigli spassionati (e aggratis). 22-11-1963 è un po’ lungo ma vale la pena di essere letto. Il passato visto dal futuro è notevole. Mad dogs & Englishmen è anche lui un po’ lungo ma è un monumento. Da sentire e risentire. E risentire ancora.

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