Non so se è stata colpa dell’Alzheimer oppure della fame. O di tutte e due. Fatto sta che, dopo aver deciso che il piatto meritava un post ( e quindi di fotografarlo), prima di prendere in mano l’iphone ho preso in mano il pane e pomodoro sott’olio e gli ho dato un bel morso (come risulta evidente dalla foto medesima qui sotto).

Da tempo sono convinto – e mi sembra di averlo anche scritto – che le cose più semplici sono anche le più buone. E che cosa c’è di più semplice di una buona fetta di pane (magari quello calabrese di cui ho già parlato) bello tosto (aveva quasi una settimana di vita ed era ancora fantastico) con qualche bel pomodoro sott’olio (anche essi calabresi e presi nello stesso negozio). Semplice ma prelibato. Nonostante l’Alzheimer. Perché una volta finita la fetta, anzi, nel mentre che la finivo, avevo già deciso di farmene un’altra, così da fotografarla questa volta senza impronte di arcate dentarie. Detto fatto. Salvo ricordarmi il piccolo dettaglio della fotografia quando della fetta non restava più nulla se non il ricordo.
Vivido ma incapace di impressionare una pellicola, sia pure digitale.