Il fiore e il frutto

In chimica e biologia sono sempre stato scarso. Per non parlare di fisica. Magari prendevo anche dei bei voti, ma perché imparavo la lezione a memoria e così la sfangavo. Certo contava anche il fatto che il nostro professore, padre Socciarelli, detto anche Paperoga per una certa somiglianza con il personaggio dei fumetti, grande cultore della materia e gran brava persona, non era un vero motivatore ed era anche un po’ dispersivo nella gestione dell’ora di scienze (ma non voglio gettare su altri la croce di un problema che era in massima parte mio).

Tutta questa premessa per dire che cose che per altri sono normali a proposito di botanica, per me sono ancor oggi fonte di meraviglia. Come il rapporto tra fiore e frutto. Negli agrumi è facile da vedere: il fiore piano piano appassisce e si sfa; e quello che resta e piano piano s’ingrossa è il frutto (per dirla in termini non proprio scientifici). Ma ieri mi ha colpito, guardando il melograno, come il processo sia (o almeno sembri) quasi inverso. Come una parte del fiore piano piano si allarghi, diventi frutto e inglobi il resto del fiore. Mi rendo conto che la spiegazione è un po’ lacunosa e allora inserisco alcune foto che forse danno meglio l’idea.

Vedere ciò che resta del fiore pendere come uno straccio bagnato dalla “bocca” del frutto mi ha colpito. E, non so perché, anche un po’ inquietato.

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