Pasta diva

Ieri mio fratello è venuto come ogni sabato a mangiare da noi. E come sempre non si è presentato a mani vuote. Eufemismo per dire che ha portato lui tutto l’occorrente per fare la pasta alla Norma. La voglia gli era venuta nel trovare dal suo ottimo droghiere Fabio (ne ho già parlato, spero presto di andare a vedere le delizie del suo banco al mercato della Serpentara) del formaggio ragusano comme il faut,

e nell’averne sentito decantare le doti nella ricetta originale della pasta suddetta. E se a lui era venuta la voglia, che cosa fa un bravo fratello se non aiutarlo a togliersela?

E così è stato. Lessati gli spaghetti monograno Felicetti (buoni e per noi con un valore aggiunto: sono di Predazzo, in Val di Fiemme, e sono legati a persone con le quali abbiamo condiviso l’infanzia…),

preparato il sugo con dei pomodorini pelati della De Cecco che si chiamano “corbarini” (decisamente buoni anch’essi),

fritta la melanzana,

vai con la preparazione: prima la pasta, poi abbondante ragusano grattato, poi il sugo di pomodoro e basilico, poi le melanzane, poi ancora ragusano ed ecco la zuppiera che si porta così in tavola

e poi si mescola il tutto e si impiatta…

E si mangia. Accompagnando il tutto con un Friuliano 2010 dei Conti Formentini. (Niente di che, quest’ultimo. Buonino ma senza personalità. Una prova che personalmente non verrà ripetuta).

La pasta, invece, verrà ripetuta. Buona la prima, la seconda può venire anche meglio, magari esagerando un po’ di più con le melanzane e con il formaggio.

3 pensieri su “Pasta diva

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