Il vino che passa il convento

A Farfa hanno rinnovato e ingrandito l’erboristeria e adesso vi si trova di tutto. Tutto ovviamente prodotto da monasteri, benedettini ma anche no, in giro per l’Europa. Ci sono marmellate, mieli, cioccolate, dolci, prodotti fitocosmetici, oggettistica religiosa. E poi birre, da tutta Europa e di tutti i tipi, liquori, anch’essi di tante varietà.

Il monastero di Farfa dall’alto

C’è però un solo tipo di vino. Che ovviamente ho voluto subito provare. Si tratta di un vermentino ligure prodotto dall’azienda agricola Monte Carmelo di Loano, dei frati carmelitani scalzi. Un bianco un po’ pallido, quello del 2010, di buona gradazione (13°) e acidità sostenuta, con discreti sentori di frutta. Molti, quando sentono la parola vermentino, pensano alla Sardegna. ma il vitigno probabilmente nasce in Spagna (o addirittura in Portogallo e arriva in Sardegna nell’800 dopo essere passato dalla Francia (dove lo chiamano Rolle) e poi dalla Liguria. Il vermentino dei carmelitani è buono, anche se meno rotondo (forse deve invecchiare un po’) di quello che per me è il vermentino (rolle) di riferimento, il bianco dell’azienda Val d’Iris di Seillans, nel Var (vicino a Cannes).

“La felice giacitura degli antichi terrazzamenti – è scritto nel depliant del convento – rende il vigneto soleggiato e ventilato tutto l’arco della giornata. Inoltre gli animali da corte allevati dai frati – liberi durante le ore diurne – visitano e pascolano il vigneto costantemente, disinfestandolo dagli insetti, favorendo una concimazione e una movimentazione della terra del tutto naturale, nella logica di un ciclo biologico completo. Il terreno rimane costantemente inerbito con soli sfalci di contenimento. Le disinfezioni alle viti sono ridotte al minimo necessario, secondo l’andamento climatico (umidità) e solo con prodotti ammessi dal disciplinare biologico”.

Tutto bello, tutto giusto. Ma il prezzo (15 euro) mi sembra un po’ altino. Se è per dare una mano alla giusta causa dei frati, no problem, ma l’osservazione andava fatta: il rapporto qualità-prezzo è un elemento imprescindibile nella valutazione, se non sei un Paperone.

 

 

2 thoughts on “Il vino che passa il convento

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      Ciao

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