Un vero purosangue

Oggi ho bevuto con grande soddisfazione un vino che avevo in cantina da tanti anni. Una  bottiglia (l’unica che avevo, visto il costo…) di Pur Sang del 2003, un Blanc de Pouilly, vino della Loira, sauvignon in purezza, da agricoltura biodinamica (ma non settaria).Appena aperta al naso emergeva forte la barrique, mentre il primo sorso era un po’ deludente: forte acidità e sapore chiuso. Ma sono bastati pochi minuti perché venisse fuori tutta la potenza varietale, al naso ma soprattutto in bocca: peperone e foglia di pomodoro soprattutto. E niente “sauvage”, quel profumo/sapore che tra amici chiamiamo “pipì di gatto”.

Complimenti, in ritardo, a Didier Daguenau, vignaiolo eccentrico e un po’ hippie

purtroppo scomparso in un incidente con il suo ulraleggero tre anni fa. Un tizio davvero originale.

    Ad accompagnare il Purosangue (o forse ad essere accompagnato da lui), un ottimo baccalà preparato da mio fratello Angelo, con patate e un sugo di pomodori secchi della Alce nero. E una bella cicoria ripassata.

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