Lo scrittore e il lettore

A cavallo di Ferragosto sono stato impegnato, alternativamente, prima come scrittore e poi come lettore.

Venerdì 14 sera, infatti, invitato dall’associazione Arci Moka Letteraria di Orvinio, ho presentato i miei due libri di racconti (Storie di persone non comuni e Chi disegna e chi squadra, entrambi per i tipi di Gottifredo Edizioni) su una bella terrazza vista castello, a un pubblico coinvolto fin dall’inizio da Roberta De Sanctis, che teneva le fila della serata (e che en passant è anche sindaco di quel delizioso paese).

C’è sempre un che di impudico nelle presentazioni: parli dei libri – è ovvio – ma nel farlo non puoi non parlare di te (e se nelle storie che scrivi parli anche di te, questo diventa proprio inevitabile). Ma in fondo quando sei davanti a chi è venuto a sentirti perché hai scritto qualcosa è quasi inevitabile sentirsi tra amici…
È stato bello: era fresco, le domande puntuali e fatte davvero per saperne un po’ di più, io credo di essere stato sciolto e poi Sergio, fratello di musica, con la sua voce e la sua verve, ha dato alla serata quel kick in più. Siamo stati a parlare per quasi un’ora e mezzo e alla fine ho venduto anche qualche libro: che cosa si può chiedere di più?

Questo per quanto riguarda il lato “scrittore”. Domenica pomeriggio c’è stato invece l’Enrico lettore. A Montenero Sabino, altro splendido borgo, per la Sagra della poesia. Dove non si mangia ma si leggono poesie, proprie o di altri. Io su questo versante come produzione in proprio mi sono fermato ai sedici anni (se vogliamo considerare anche i testi delle canzoni che ho scritto a metà anni Settanta arriviamo ai venti o poco più…). Ma poesie ne ho lette per tutta la vita e ancora adesso, quando posso…

La Sagra si svolge nel giardino della chiesa di San Cataldo

Così nel corso di questi ultimi anni ho letto a Montenero componimenti di poeti che amo come Toti Scialoja e Fosco Maraini. Quest’anno è stata la volta di Grace Paley con la sua La sporadica alternativa della poetessa, che inizia con quei due versi splendidi (che sono tutto un programma):
“Volevo scrivere una poesia
E invece ho fatto una torta…”
Che personaggio Grace Paley. E che persona…

Purtroppo non siamo potuti restare fino alla fine perché quella stessa sera c’era anche il concerto di chiusura della ventesima edizione del Fara Music Festival. Un trio, gli Ear Trio, che ha proposto il proprio ultimo album, Earache, con quel di più che solo la musica dal vivo ti dà. Gran bella musica, ottimi strumentisti, grande simpatia. Il modo giusto per concludere quel mese e mezzo di ottima musica organizzato da Enrico Moccia.
(Ma adesso, cosa faremo la sera?…)

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