Come una pietra che rotola

Ieri ho visto la seconda storia della nuova serie Monterossi su Amazon Prime, tratta dai romanzi di Alessandro Robecchi (di cui sono un avido lettore). La serie mi sembra ben fatta, abbastanza aderente ai romanzi, girata con cura e anche (azzardo) partecipazione. Bentivogli (a parte l’età: io Monterossi me lo immaginavo un po’ più giovane) è praticamente perfetto e tutto il cast mi sembra azzeccato. Le storie filano via che è un piacere, contorte il giusto. E poi c’è il valore aggiunto delle musiche di mr. Zimmerman.

Il finale della seconda storia, con l’immortale Like a Rolling Stone sui titoli di coda mi ha riportato alla mia adolescenza di ragazzo spesso bloccato in casa, tra gessi stampelle bastone e operazioni da un noioso problema alla gamba, che evadeva dalla sua stanza con la musica. E Like a Rolling Stone, o meglio Highway 61 Revisited, è stato uno dei primi acquisti in vinile. Non capivo una parola di quello che cantava Bob Dylan, ma la sua musica, il suo modo unico di cantare e l’organo di Al Kooper mi mandavano diretto nell’empireo. Meglio di qualsiasi droga (almeno credo, vista la mia inesistente esperienza in materia…).

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