E il Diavolo danza sull’Oceano

Non sempre, quando arrivi in un posto, ti trovi proprio dove volevi andare. Spesso in un luogo ci arrivi per caso: magari stavi passando di lì per andare da un’altra parte, o magari hai proprio sbagliato strada. Succede. Nella vita e sulle strade reali. Ma succede anche sulla rete. Almeno, a me succede.

Ieri stavo leggendo (anzi, rileggendo ma, data la memoria, molto spesso rileggere, magari a sette-otto anni di distanza, è più o meno come leggere la prima volta) stavo dunque rileggendo Ultima notte a Twisted River, uno degli ultimi romanzi di John Irving, ed essendo a un certo punto i protagonisti scappati a Boston, nel North End, quartiere italiano della città, sono andato sulle mappe di Google per localizzare le strade in cui si aggirano Danny e Dominic Baciagalupo, i protagonisti della vicenda.

Poi, come spesso mi succede, mi sono ricordato della tappa a Boston durante il nostro viaggio di nozze e di come da lì fossimo andati a Cape Cod. Allora ho cercato sulle mappe anche Cape Cod. Ma siccome non sono più il giaguaro di una volta (anzi, “siccome che nun zo’ ppiù er giaguaro de ‘na vorta») ho sbagliato direzione e invece di andare a Sud sono andato a Nord. E quindi, hai voglia a salire sulle mappe… Ho lasciato il Massachussets, ho attraversato il New Hampshire, sono arrivato nel Maine ma niente, Cape Cod non appariva mai. È così che sono finito alle Isole delle Secche (le Isles of Shoals) che mi hanno attratto soprattutto perché all’interno del piccolo arcipelago, peraltro abbastanza compatto, passa la linea di divisione tra lo Stato del New Hampshire e quello del Maine.

Una volta nell’arcipelago, la mia attenzione è stata calamitata dall’isola più grande, quella più a Nord, che si chiama Appledore Island. E più che dalle poche case, con molti pannelli solari, sono stato rapito dalle coste frastagliate, ripide sull’Oceano, con poche insenature. Lo senti, lo vedi addirittura, il vento che scorre instancabile sui cespugli e sulle poche piante che resistono alla sua furia. E al suo fischio il Diavolo stesso danza su una pista da ballo assediata, quasi circondata, dalle acque gelide dell’Atlantico.

P.S. Se poi dalle mappe si passa alla rete vera e propria, alla mitica Wikipedia, si scoprono un sacco di cose sulle Isole delle Secche. Tra queste, un albergo su un’altra delle isole, la Star Island, una specie di Overlook Hotel, che si chiama invece Oceanic (come il volo di Lost) e che ha un bell’avvenire dietro le spalle. E poi, incredibile a dirsi, c’è anche la storia di un efferato assassinio di due donne il 5 marzo del 1873. Una storiaccia che venne raccontata anche dalla poetessa Celia Thaxter, che visse molti anni sulle Isole delle Secche…

Star Island e l’Oceanic Hotel agli inizi del secolo scorso
L’Oceanic Hotel oggi (foto David W. Brooks)
White Island e il suo faro

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