Una storia tremenda e vera

Unknown2L’altro giorno ho finito, dopo un’ovvia accelerazione finale con le ultime tre puntate che mi hanno tenuto incollato alla poltrona fino a mezzanotte passata (ora ormai quasi impensabile per me), una delle serie televisive più belle che abbia mai visto. Dato lo stato della mia memoria non mi azzardo a stilare classifiche “all time”, quello che posso dire è che raramente sono stato così avvinto da una storia e dal modo di raccontarla.

La serie in questione si chiama Unbelievable. Definita tecnicamente “miniserie”, in realtà è tutt’altro che mini. Per le puntate, che sono otto, per la storia e per lo stile. Scritta meravigliosamente – accanto alla showrunner Susannah Grant hanno collaborato alla sceneggiatura Ayelet Waldam e Michael Chabon – e diretta con uno stile quasi d’altri tempi, Unbelievable racconta in parallelo la storia tremenda (e vera) di una ragazza violentata prima dal suo stupratore e poi dalla polizia e dal sistema che non le credono e la costringono a ritrattare, punendola poi per questo, e l’indagine che due detective (donne) conducono tre anni dopo in un altro stato, che porterà alla cattura di un violentatore seriale che anni prima aveva iniziato proprio con lei.

Unknown

Merit Wever e  Toni Collette

La prima puntata è quasi inguardabile per la violenza, sia quella fisica ma soprattutto quella morale, cui Marie Adler (questo il nome della protagonista, interpretata da con grande sensibilità da Kaitlyn Dever) viene sottoposta. Con l’arrivo delle due detective (Toni Collette e Merit Wever – che attrici fantastiche…) diverse tra loro che più non si potrebbe ma unite dalla voglia di assicurare alla giustizia il violentatore, la storia si “normalizza” ma resta avvincente come poche. L’indagine è raccontata con grande intelligenza narrativa, con estrema attenzione e rispetto per le vittime dello stupratore, come pure vengono approfonditi i caratteri delle due detective, mentre in parallelo va avanti anche la storia di Marie, i suoi guai con la giustizia e con il mondo che le sta attorno che non le crede, i suoi tentativi di sopravvivere e di ricostruirsi comunque una vita. La miniserie e le attrici sono state candidate al Golden Globe e avrebbero meritato di vincerlo. Sono su Netflix.

 

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