Ridere di tutto

lo-scrittore-Daniel-PennacÈ da tanto che non leggo Daniel Pennac. I suoi libri mi piacquero molto quando uscirono. Malausséne era un personaggio fantastico, un’idea geniale quella del «capro espiatorio» come professione. Ma poi, chissà come, è passato in secondo piano nella mia lista  delle cose da leggere. Poi in terzo. Poi il buio.

Stamattina su La Repubblica c’era un’anticipazione del nuovo libro (Mio fratello, Feltrinelli), dedicato al fratello Bernard morto qualche tempo fa per un caso di malasanità (francese). Bella, scritta bene, in certi momenti commovente, com’è normale che sia. Poi la chiusa, inaspettata, di uno humour nero, nerissimo, che mi ha lasciato per un attimo senza fiato e poi mi fatto ridere fino alle lacrime.

Parlando della scelta del fratello di optare per la pensione anticipata, piuttosto che far finta di lavorare in un’azienda aeronautica pubblica ormai senza commesse, “Oggi penso che all’epoca fosse già in arrivo il signor Parkinson – scrive Daniel Pennac –, se non era addirittura già insediato in lui. Il suo primo pensiero, quando giunse la diagnosi, fu per la moglie: «Dice sempre che devo scuotermi un po’, adesso sarà contenta»”.

Credo proprio che lo comprerò, questo libro. E magari anche qualche altro libro di Pennac trascurato in questi anni…

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