La nebbia del mattino

La nostra valle ha un microclima eccezionale. Quando sulla valle del Tevere incombe un nebbione fitto fitto, di quelli che si condensano in goccioline sul parabrezza, qui la nebbiolina del mattino (se pure c’era) è già andata via sotto l’effetto del sole che piano piano prende possesso delle scese piene di olivi.

Ma qualche volta anche qui la nebbia è fitta e ci mette un po’ di più ad andarsene via. Ieri mattina, ad esempio, quando Chicca e il sottoscritto (in compagnia di Joni e Sarah, le mie due amiche canadesi) siamo andati a passeggiare per il solito rito mattutino, la valle era ricoperta da una coltre di bambagia, attraverso cui il sole faceva fatica a imporre i suoi raggi. Era un panorama quasi in bianco e nero, con uno sfumato denso e forte, che finiva nel nulla. Amo molto l’ultima di queste quattro foto (anche le altre tre, in verità…) in cui alla fine dell’oliveto scosceso si vede la striscia argentata del Farfa.

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