Nell’acqua fino al mento

Primo giorno della nostra vacanza “solo maschi” in Val di Fiemme e tante emozioni dal passato che è difficile scegliere. Stamattina siamo andati a piedi da Predazzo (dove stiamo nella splendida casa che il cugino Luigi ci ha “prestato”) a Ziano (dove la mia famiglia ha passato dieci anni di splendide vacanze estive (quelle di una volta: tre mesi da 15 giugno al 15 settembre) dal 1954 al 1963 (o forse furono undici, fino al 1964). A Ziano siamo andati alla pensione Negritella che è gestita dalla famiglia la cui casa in quegli anni prendevamo in affitto. Ed è stato tutto un raccontarsi vite e morti dei nostri cari. E i ricordi, se stimolati, ritornano all’improvviso, ne generano altri, si ravvivano e si moltiplicano.

IMG_3799Uscendo ho rivisto la vecchia fontana che stava davanti casa (non sono sicuro sia la stessa: l’alluvione del 1966 ha cambiato molte cose, cancellando ruscelli e provocando molti altri mutamenti; al resto hanno pensato gli esseri umani…) . Ma in questa fontana (o in una fontana molto simile ricostruita proprio lì) mi ricordo che caddi da piccolo: e l’acqua, freddissima mi arrivava quasi al mento: dovevo dunque essere alto un metro o poco più.

IMG_3796Poi, andando in piazza, sono voluto entrare nella vecchia chiesa del paese e ho rivisto il confessionale teatro di inenarrabili vergogne. Non per la gravità dei peccati: tutti i bambini alle prime pulsioni “peccano contro la purezza”. Quanto per le facce delle vecchiette che aspettavano il loro turno di ripulirsi la coscienza e che sentivano il vecchio parroco, sordo come una campana e con una voce da attore di teatro. di quelli un po’ tromboni, che ti domandava a tutto volume: “Quante volte figliolo?” E poi, sempre peggio: “Da solo o in compagnia?”

A fine serata – ci trovavamo a Canazei verso le 18 – abbiamo deciso di fare un salto su al Pordoi (il bello di andare in vacanza da quelle parti in questo periodo è che, anche se tutto o quasi è chiuso, o forse proprio per questo, non ci sono turisti e si può girare in macchina come negli anni cinquanta o sessanta, quando a luglio o ad agosto andare da Predazzo a Canazei e poi al Pordoi vuol dire perdere almeno due ore o più, tutti in colonna sotto il sole a 30 all’ora a dir tanto…). Scendendo poi di nuovo verso casa, questo era il gruppo del Sassolungo mentre il sole stava scendendo. E buonanotte a tutti.

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