Acqua sotterranea e coccodrilli

il-mercurioQualche tempo fa ho scaricato da GoogleBooks un libro del Settecento che s’intitola Il Mercurio Errante, di Pietro Rossini, da Pesaro, “Antiquario e professore di Medaglie antiche”. Una guida alle bellezze (anzi, secondo l’autore, alle “Grandezze, tanto antiche che moderne”) di Roma, stampato in seconda edizione proprio l’anno del Giubileo (e poi più volte ristampato ancora nel corso del secolo). Una lettura interessante, piena di notizie e curiosità (non tutte attendibili, in verità), su chiese e monumenti che esistono ancora e su chiese e monumenti che non esistono più. Perché a Roma tanto è stato conservato, ma tanto è andato perso.

il-mercurio-erranteOgni tanto ci “faccio un giretto”, tra quelle pagine, armandomi di santa pazienza per leggere le “u” che spessissimo sono “v” (mentre a volte le “v” sono “u”, ma non sempre) e tutte le altre chicche di una lingua arcaica, a volte scintillante, ma a volte un po’ pallosa. Sono tante le cose che apprendo, salvo poi magari dimenticarle poco dopo (ma questa è un’altra storia…).

Stamattina, ad esempio, dopo la lettura del quotidiano, mentre il sole fuori si apprestava a sorgere, mi sono messo a “errare” all’interno del Mercurio errante e mi sono imbattuto in una noterella che mi ha incuriosito. Quella di una fonte (“un bellissimo capo di limpidissima acqua”) che si trova “vicino al Palazzo del Duca Mattei”, “nella Casa di un Tintore”, per vedere la quale fonte “si scendono molti scalini” e, aggiunge il Nostro, “non si puole penetrare veramente da dove questa scaturisca e si porti”. “In questo luogo era posto il Cerchio Flaminio” dice ancora Rossini – e in effetti il Circo Flaminio era proprio in quell’area  – il quale immagina che quest’acqua servisse per il Circo o per qualche Terma e conclude che “questa sol’acqua è l’unica tra le antiche che si veda a Roma”.

Mentre stavo lì che mi chiedevo dove fosse questa casa del tintore, ho fatto un altro giro su Google e ho trovato conferma della notizia della sorgente nelle parole di un altro “romanista” di poco successivo, l’Abate Ridolfino Venuti, di Cortona, che nel suo Accurata e succinta descrizione delle Antichità di Roma scrive, nel 1763: “Gli avanzi di questo circo furono distrutti e ricoperti dalla fabbrica del Palazzo Mattei, restandovi solamente per memoria di esso un capo d’acqua che serviva nel circo il quale si vede ancora vicino al detto Palazzo nella cantina di una casa contigua”. Ma a differenza di Rossini Venuti dice che non è l’unica acqua che servisse il Circo. “Fabbricandosi nel secolo scorso il palazzo Altieri – scrive – alla cantonata si scoperse un condotto di purissima acqua corrente che si stimò esser quella che andava al Circo Flaminio e ancora oggi sbocca allo stesso sito”. E ancora: “Altro capo d’acqua che unito alla Marzia veniva ad accrescerne la quantità si è osservata nel ristorarsi del Palazzo Casoni vicino alla chiesa di S. Caterina”. Acqua che in questo caso, seguendone le tubature,  si scoperse provenire dall’Aventino.

A che cosa serviva tutta quest’acqua? Ce lo dice ancora il Venuti: “Che nel Circo fosse l’acqua chiaramente apparisce da Svetonio che dice Augusto avervi dato un bellissimo spettacolo de Cocodrilli“.

Mio nonno diceva che per conoscere Roma non basta una vita (molto dopo ho scoperto che questo è il bel titolo di un altrettanto bel libro di Silvio Negro). Mio nonno aveva ragione. E non c’era ancora Google…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...