Dal pediatra a trent’anni

images-3Oggi, di ritorno dalla Rotonda verso la macchina, parcheggiata in Piazza Fanti (per chi non è di Roma sono oltre tre chilometri a piedi), passando per la via Flaminia, prima del ministero della Marina si è aperto all’improvviso il cassetto (il cassettone…) dei ricordi. Sì, perché in una parallela della Flaminia, in via Emanuele Gianturco, aveva lo studio il nostro pediatra di famiglia. Il dottor Francesco Torroni, un bel signore anziano (per me bambino tutti erano anziani…) con i capelli e i baffi (folti e curatissimi) sale e pepe (più sale che pepe) e la calda voce baritonale fatta apposta per rassicurare mamme trepidanti.

E mi sono anche ricordato che da Torroni io ci sono andato, anno più anno meno, fino ai trent’anni. Mi trovavo bene, perché cambiare?

Perché? Perché a un certo punto non ho retto più la domanda che mi facevano  mamme mie coetanee, e cioè quale fosse mio figlio. E soprattutto la faccia che facevano alla mia risposta, che il figlio, cioè il paziente, ero io…

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