E ‘sso’ ggiovani…

Confesso che mi sono sentito un po’ fuori posto, all’inizio, tra tutti quei giovani (e soprattutto quelle giovani) che affollavano le Terme di Caracalla per il concerto dei 2Cellos.  Sergio me ne aveva parlato bene (oltre a rimediare due posti da favola) ed ero curioso e ben disposto.

Tra chiacchiere e selfie (a me venivano in mente i tempi in cui noi e quelli della nostra generazione, che siamo diversamente giovani, fermavamo uno sconosciuto e gli chiedevamo, un po’ timidamente, “scusi, che ci scatta una foto?”) il tempo è passato

IMG_1347

Un selfie a Caracalla in attesa dei 2Cellos

ed è arrivato il maestro Remo Anzovino per scaldare la platea. E dopo un inizio un po’ “in minore”, l’ottimo pianista friulano s’è scaldato lui e quindi ha davvero scaldato anche noi (oddio, con il clima di ieri sera anche il fresco aveva un suo perché…).

IMG_1349

Remo Anzovino e il suo Steinway

Poi, qualche momento di pausa, e tra le urla delle loro fans (diomio, mi sembrava di essere entrato nella macchina del tempo e di essere tornato a tanti tanti anni fa…)  ecco i due giovani e fascinosi musicisti ex-iugoslavi con i loro violoncelli elettrici. 

IMG_1351

I 2Cellos all’inizio del concerto, quando fanno finta di essere dei bravi ragazzi…

Devo dire che essere assolutamente “vergine” nei loro confronti – sapevo qualcosa ma non li avevo mai sentiti – mi ha permesso di assecondare il loro gioco fino in fondo. Con un inizio di concerto con tanto di basi su cui Luka Sulic e Stjepan Hauser intonavano la melodia struggente di Adios Nonino di Astor Piazzolla, e quella altrettanto immortale di Ennio Morricone per il film Mission. Per poi passare alla parte in cui le basi non ci sono più e i due cominciano a “fare sul serio”, virando decisamente verso il rock (e in questa parte è Sulic, con la sua incredibile prepotenza ritmica, a fare la parte del leone, lasciandoti davvero a bocca aperta). Fino  ad arrivare, cover dopo cover (dagli U2 a Michael Jackson), alla lunga parte finale in cui entra un batterista, anche lui giovane e belloccio. Grazie anche a luci sempre più concitate e all’uso spinto delle pedaliere, il clima si fa molto molto caldo e ci ritroviamo tutti in piedi a ballare il riff immortale (che ha più di cinquant’anni ma sembra scritto ieri) di Satisfaction. E poi c’è l’apoteosi con gli AC/DC  e Hauser che, con tanto di cornetti in testa,  rifà con il suo violoncello l’inconfondibile passo con saltello di Angus Young e i suoi assoli al limite (e anche un po’ oltre il limite).

IMG_1356

Stjepan Hauser con tanto di “cornetti” alla Angus Young

Torniamo alla macchina un attimo prima che il concerto finisca. E mentre poi percorro l’autostrada verso casa, con l’adrenalina che comincia a circolare un po’ più lentamente, penso alle migliaia di spettatori (e spettatrici) che urlano a squarciagola e si scattano selfie mentre i due ragazzi che vengono dall’altra parte dell’Adriatico fanno fino in fondo il loro lavoro, sudati scarmigliati e giustamente soddisfatti. E penso alle quindici-venti persone (quasi tutti nostri coetanei) che qualche settimana fa hanno ascoltato insieme a noi a Roccantica l’Ensemble La Vaghezza suonare musiche di (e ispirate da) Corelli in una minuscola chiesa barocca.

Sarebbe bello se fossero un po’ di più quelli e quelle che riescono a godere di  entrambi i tipi di musica. Farebbe bene alla musica, a chi la esegue e a chi la ascolta.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...