Dann also bis bald

Per mio padre il tedesco era lingua quasi madre. Nel senso che mia nonna Maria, anche se nata a Milano alla fine dell’ottocento, era figlia di  un boemo tedesco di Praga e di una ebrea tedesca di Lipsia, e dunque la sua prima lingua era il tedesco. E questa era la lingua con cui nonna parlava con i suoi figli  (mio nonno Enrico era sordo e comunque era uomo di poche parole).

Ricordo tante volte, quando eravamo tutti insieme, che nonna, papà e zio Adriano cominciavano a parlare in tedesco (e se qualche parola non gli veniva la dicevano in italiano, per cui noi avevamo delle vaghe idee su quale fosse l’argomento in discussione) mentre noi bambini facevamo smorfie cercando di imitare la loro cadenza marziale (almeno così a noi sembrava suonare quella strana lingua…).

Mia madre aveva studiato il tedesco, lo capiva abbastanza, ma non lo parlava. Si sentiva un po’ esclusa, evidentemente, e non volle che noi lo imparassimo da piccoli. Devo dire che mi ha sempre attratto, il tedesco, e avrei sempre voluto studiarlo, ma per un motivo o per un altro, prima l’inglese, poi il francese, poi lo spagnolo: c’era sempre un’altra lingua da studiare.

imagesAdesso però, visto che sono pensionato (anzi, come si dice da queste parti, “so’ penzionato”) e, come aggiungo spesso, non ho niente da fare (di solito però uso un’altra espressione…), adesso insomma, ho cominciato a studiare tedesco “on line”, su un sito che si chiama Babbel. E me ne sto lì che ogni giorno per delle mezz’ore ascolto e ripeto, scrivo e riscrivo le solite frasette, con le solite espressioni utili, in un hotel, al bar, alla stazione eccetera eccetera. Ich bin aus Berlin, Wir wohnen hier ecc. ecc. Devo dire che non è facile, anche perché quando impari qualcosa di nuovo, dimentichi qualcosa che avevi imparato il giorno prima, ma mi applico. E quando devo pronunciare una parola come “richtig” la lingua un po’ s’attorciglia. Vedremo.

P.S. Il titolo di questo post è una frase che ho incontrato più volte alla fine di una qualche conversazione tra uno studente e il suo professore o tra due nuovi vicini di casa, lui spagnolo, lei francese (ma parlano tedesco…) e vuol dire, più o meno: Bene allora, a presto.

P.P.S. Sarà un caso che il “traditore automatico” quando ho scritto Babbel mi ha proposto come prima opzione alternativa “babbeo”?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...