Il video immobile

Cosa manca a una foto, in genere? Il tempo che passa. La foto è un attimo congelato, senza prima né dopo. Se non nella immaginazione di chi guarda. E la bravura (di più: l’arte) di un fotografo è spesso nel suggerire quello che c’era prima e/o quello che verrà dopo, nel sintetizzare in quell’attimo congelato tutto il calore di una vita che scorre.

E poi, oltre al tempo, a una fotografia mancano le suggestioni che possono dare gli altri sensi. Gli odori, i rumori che nella vita di tutti i giorni aiutano i nostri occhi a mettere insieme un quadro più completo, e quindi più credibile, di quello che ci sta di fronte.

Per l’odorato, non saprei come ovviare. E in molti casi è meglio che non ci siano proprio, gli odori della vita, anche se passeggiare in un prato o in un bosco spesso può provocare emozioni forti quasi ogni volta che si inspira. Ma per il rumore, ecco un modesto suggerimento. La foto in movimento, oppure, ancora meglio, il video fermo (ché “immobile”, come suggerisco nel titolo di questo post, è quasi impossibile per quelli che respirano e ai quali batte nel petto un cuore; a meno che non usino un cavalletto, e anche questa è una possibilità). Due esempi per farmi capire.

La foto normale. Domenica mattina, vicino alla riva del Farfa, un filare di pioppi nel vento.

IMG_8756

La foto in movimento. O, se preferite, il video fermo. (Suggerimento: alzate al massimo il volume del vostro computer: il microfono dell’i-Phast non è il massimo…)

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