Il piacere del vino

Da qualche tempo compro vino on line (oltre che naturalmente in enoteca, in varie enoteche…). Dopo aver provato inutilmente a farlo, il vino – ho smesso quando ho accettato la realtà: facevo un vino che non mi piaceva… – continuo a riempire la cantina di bottiglie. Senza negarmi il piacere di berne, quasi solo la sera, ma senza porre limiti troppo stretti.

Bere vino (e anche comprarlo) è soprattutto un gran piacere: scoprire nuovi produttori, frequentare le vecchie conoscenze (ci sono vini che ormai da vent’anni non mancano mai chez nous), ritrovare su uno scaffale di un’enoteca o in una proposta on line bottiglie di un vino che invece avevo perso di vista, con tutto il contorno di ricordi, belli o brutti, di anni passati.

Ho sempre fatto molta attenzione al rapporto qualità/prezzo (ormai spendere più di 30-40 euro per una bottiglia mi sembra, per me, una cosa fuori posto: anche se ci sono vini assai più cari che sono certo meraviglie, credo siano sprecati per il mio palato…) ma l’altro giorno ho letto nella recensione di un vino sul sito 1 jour 1 vin un’espressione che mi ha fatto sobbalzare, quando si parlava di un “excellent rapport prix/plaisir”. Eccola, la verità: è il piacere (più che la qualità) che va messo in rapporto con il prezzo. È il piacere il nostro fine di bevitori…

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Mi sa che questo L’heritage de Chasse-Spleen 2011 me lo compro…

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