Daje Calandrelli, daje

Non sono nato a Roma (per caso). Non vivo più a Roma da oltre dieci anni (per scelta). Ma mio padre era romano da sette generazioni, io mi sento romano e sono orgoglioso di esserlo. Soprattutto quando mi capita di leggere episodi come quello che racconta Giuseppe Monsagrati nel suo bel “Roma senza il Papa”, sulla vicenda della Repubblica romana del 1849.
rmacalandrelli

Racconta dunque lo storico, a proposito dello spirito giocoso e disincantato del Popolo dell’Urbe, della “presenza corale sul Pincio, sull’Aventino, e a ridosso del Gianicolo”, che “prende quasi le forme del moderno tifo con quel «daglie Calandrelli daglie» gridato al concittadino che con un’artiglieria non certo d’avanguardia riesce comunque a tenere a bada il nemico”.

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