Domenica roccolana

Domenica mattina. Freddo e bel tempo. L’ideale per una passeggiata. Così andiamo a Roccantica, neanche una ventina di chilometri da casa nostra. Arriviamo alle 11, lasciamo la macchina in piazza. E incominciamo a salire. Come molti paesi sabini, Roccantica è fatta a scale. Tante. Che se parti alla garibaldina, dopo un po’ il cuore (o chi per lui) ti ricorda che hai già avuto un infarto (o qualcosa del genere) e ti invita a non ripetere l’esperienza.

IMG_6469Salendo si supera la parrocchiale (chiusa, la messa era alle 10…) e, dopo qualche altra rampa, con il campanile di quinta, l’immancabile Soratte riempie lo sfondo. Ancora un po’ di scale, dei gatti che si crogiolano al sole e si arriva al santuario della Madonna di Piedirocca (che troviamo, come sempre, chiusa: bisognerà tornare dopo aver chiamato la Proloco per sapere quando la si può visitare).

IMG_6470Da qui andiamo di costa e arriviamo a una deliziosa piazzetta sotto l’ex Convento delle Clarisse (dove un simpatico “roccolano”, che avevo già incontrato in una precedente visita, ci racconta un po’ di cose sul paese). Scendendo fotografo la piazzetta: quella

IMG_6475bche si vede in alto a sinistra (con il campanile a vela fasciato da tubi innocenti) è la chiesetta di S. Caterina d’Alessandria, dove ci sono affreschi interessanti che vedremo la prossima volta (dopo la famosa telefonata alla Proloco…). Il palazzetto del seicento che s’intravvede a destra, per quanto alquanto delabré, è interessante (qui sotto un particolare)

IMG_6473Scendendo gettiamo un occhio nella corte e nel giardino pensile di Palazzo Vincentini (cui avevo già accennato in un precedente post che avevo scritto poco prima di Natale dopo l’inaugurazione della chiesa dopo il restauro)

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Qui finisce (più o meno) la passeggiata. E comunque finisce il post. Con un post-postum, per confessare ai miei cinque lettori la violenza da me fatta su una foto (per rimediare alla violenza della modernità sulle belle pietre bianche di Roccantica). Nell’immagine della piazzetta, proprio in mezzo, c’era un’orrenda Panda, per di più verde (mancava solo il vecchio conducente con tanto di coppola in testa…). E allora, con un software adeguato, l’ho cassata. Se non ve lo dicevo non ve ne sareste accorti, lo so, anche se il software ha cancellato la Panda e ha messo al suo posto un tetto spiovente alquanto incongruente… Ma la sincerità è un must in questo blog (almeno per piccole mancanze come questa…).

Di seguito, qui sotto, le due foto: il prima e il dopo (che ripeto per permettere un confronto più facile).

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2 thoughts on “Domenica roccolana

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