E come Enrico, appenninista

Ho trovato nella posta, in un messaggio di Sergio di un paio d’anni fa, questa foto

Immagine 138e avevo deciso di costruirci questo post intorno (anche per superare lo scoglio di un titolo con la E…).

Ero convinto che si trattasse della nostra salita a un monte sopra Poggio Bustone, di cui non ricordavo il nome. Ho cercato sulle mappe e su Google ma non riuscivo a identificare la montagna. Ricordavo benissimo la partenza da casa alle 4 e qualcosa, l’arrivo a Poggio Bustone ancora nel buio, prima che arrivasse l’alba, l’inizio della salita, la tappa intermedia all’eremo di S. Francesco – un posto di grandissimo fascino –, e poi le altre due ore abbondanti necessarie per arrivare in vetta, senza passaggi impegnativi ma con una fatica costante. Tutto questo lo ricordavo. Ma il nome no, proprio mi sfuggiva.

Allora ho chiamato Sergio che, dopo aver verificato su alcune carte, mi ha richiamato. Cima d’Arme mi ha detto. Era la Cima d’Arme. E allora si è accesa una luce. Ho verificato su Google, era proprio lei.

Ma quando ho iniziato ad appoggiare le dita sulla tastiera ho avuto un’altra rivelazione, un’altra luce. Non era quella la passeggiata che aveva originato questa foto. Questa immagine di me, storto più che mai, stanco ma sorridente, era stata scattata sul monte Pizzuto, la vetta più alta dei monti Sabini. (Si parla di ben 1288 metri…). Passeggiata molto meno impegnativa (circa 500 metri di dislivello dall’Osteria del Tancia), anche se abbastanza lunga (circa due ore e mezza: si deve girare attorno al monte Tancia, appunto, scendere per la meravigliosa faggeta fino ai prati di Poggio Perugino, e di lì risalire fino in vetta).

C’è qualcosa di un po’ folle nella decisione di salire su un monte. Spesso mentre vai c’è una vocina che ti dice “Ma chi te lo fa fare di farti un culo così?”. A volte questa vocina diventa una voce e a volte anche un vocione. Ma poi, basta arrivare in vetta, girare lo sguardo intorno a 360 gradi, respirare l’aria fresca e pulita e lo capisci, chi te lo fa fare. E sei pronto a farlo un’altra volta.

PS  Riguardo bene la foto e sono assalito dal dubbio. Ma se quella su cui poso sorridente è la cima del Pizzuto, il panorama sotto dovrebbe essere diverso: la piana del Tevere, il Soratte, a destra il Monte Cosce. Non una linea di monti costante come quella che si vede nella foto e che fa pensare proprio ai monti Sabini visti dalla Cima d’Arme. Forse dovrei riscrivere il post. Forse no, a pensarci bene. Sono salito su entrambe le cime. Tutte e due le volte con Sergio. Questo è quello che conta. La foto è una specie di epitome di me, Enrico, come alpinista. Anzi, come appenninista.

4 pensieri su “E come Enrico, appenninista

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...