B come il Bianco di Saraceni

Ieri avevo un’intervista a Roma verso le 10 nella zona di piazza Cavour. Lasciata la macchina nel parcheggio sotterraneo dietro al Palazzaccio, dopo il lavoro ne ho approfittato per sbrigare delle incombenze in centro. Dopo una tappa alla Casagit e all’Ordine a Piazza della Torretta, mi sono diretto verso la sede del Fondo integrativo dei giornalisti, che sta nell’ultimo palazzo di Corso Vittorio verso il Tevere, sotto la Fnsi.

Girando per il centro sono passato davanti a S. Maria dell’Anima, dietro Piazza Navona, che ho trovato aperta e – incredibile –, illuminata a giorno. Avevo letto l’altro giorno della mostra di Carlo Saraceni che si è aperta a Palazzo Venezia e, siccome il Veneziano è un pittore che amo molto, mi son chiesto se le due pale di S. Maria dell’Anima fossero in mostra o fossero in loco. (È usanza intelligente, se fai una mostra su un pittore, lasciare le pale d’altare dove stanno normalmente: in questo modo, da un lato, si incentivano i visitatori a scoprire qualcos’altro della città, e, dall’altro, si permette loro di godere dell’opera nel luogo per il quale essa è stata concepita).

E così era, almeno per Il miracolo di S. Bennone (devo confessare che siccome andavo un po’ di fretta ho lanciato un’occhiata distratta – ma assai ammirata – al resto della chiesa e non ho neppure cercato Il martirio di S. Lamberto, l’altra opera di Saraceni nella stessa chiesa). Ma vedere la pala di S. Bennone illuminata è stata un’emozione. Le altre volte che ero entrato, la chiesa era immersa in un buio quasi spettrale e della tela spiccavano solo le macchie bianche, il fantastico “bianco” che caratterizza quest’opera. E che si trova spesso nelle tele di Saraceni. Un bianco che viene esaltato dal resto della tavolozza e dall’impianto compositivo dell’opera. Che certo è caravaggesca come poche ma che ha una sua qualità pittorica intrinseca assai notevole.

IMG_4120Prossimo passo: la mostra a Palazzo venezia, e poi, magari, un altro salto a S. Maria dell’Anima e a S. Lorenzo in Lucina (dove ci sono altre tele).

2 pensieri su “B come il Bianco di Saraceni

  1. Curiosando ho scoperto che :….San Bennone nell’iconografia è rappresentato in abiti episcopali mentre estrae dal ventre di un grosso pesce, che gli viene portato da un pescatore, le chiavi della cattedrale di Meissen, che secondo una leggenda dell’epoca, sarebbero state buttate nel fiume Elba, quando Enrico IV fu scomunicato e lui era partito per Roma.

    Grazie Enri, come sempre!

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