Ma che Belcastel…

Era un castello diroccato (e il paese non stava molto meglio) prima che il famoso architetto francese Fernand Pouillon, all’inizio degli anni settanta, lo vedesse, se ne innamorasse e decidesse di restaurarlo e di farne la sua casa di villeggiatura. In una decina d’anni Pouillon lo restaura (molto ricostruisce, ma molto lascia non ricostruito, con una sapiente miscela di fedeltà e di inventiva). Piano piano anche il paese rinasce e, adesso, lungo le rive dell’Aveyron, è lì come un vero gioiello ad attirare turisti. Uno di quei posti che arrivi e dici: ma dov’è il trucco?

IMG_0212IMG_0207Il trucco forse è nel fatto che, a ben vedere, tutto è rifatto, ma è rifatto così bene che quasi non si vede (del resto i trucchi migliori sono quelli che non si notano, no?).

Quando si visita il castello (piccolo dramma personale: ho avuto il mio primo sconto da vecchio; qui da noi bisogna avere 65 anni per usufruirne, lì bastavano 60), nel quale c’è una bella collezione d’armature dei nuovi proprietari, in un pezzo di spalti ricostruiti (quelli che nelle foto in  alto sono parzialmente ricoperti da un rampicante rosso) si aprono tre finestre di diverse forme e dimensioni. Ma il panorama è lo stesso: la chiesetta, il fiume e (nella terza foto) il ponte a schiena d’asino .

IMG_0191IMG_0198IMG_0199PS Quella costruzione che s’intravvede accanto al ponte, alla destra, è l’alberghetto a tre stelle (e sette stanze) del posto, che ovviamente si chiama l’Hotel du Vieux Pont. Pensate un po’ a dormirci e a fare colazione sulla riva del fiume…

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