Pronto e buono

Ho sempre avuto una, credo sana, diffidenza nei confronti dei sughi pronti. Se proprio non hai tempo di lavorarci prima, mi dicevo (e mi dico), nello spazio di quei dieci-quindici minuti che l’acqua bolle e la pasta si cuoce, un pomodoretto veloce (una “pomarola” direbbe il mitico Picchi), magari arrabbiato il giusto, ci scappa sempre, se hai almeno un pelato nella dispensa, uno spicchio d’aglio e un pezzetto di peperoncino.

Tempo fa, comunque, nella scansia dei barattoli di Facioni, a Poggio M., ho visto (e comprato) la Matriciana di mare di Moreno Cedroni, grande cuoco marchigiano che non ho avuto (ancora) il piacere di provare direttamente. Poi, complice anche la diffidenza di cui sopra, il barattolo è rimasto a lungo nella nostra, di scansia. L’altra sera è stata la volta buona. Avanzavano un paio d’etti di conchiglie  Verrigni (pasta con la quale bisogna fare molta attenzione e non fidarsi dei tempi di cottura indicati: gli altri tre etti li avevamo tirati fuori ai 9-10 minuti di cui parlava la busta, e, più che “al dente” erano “al dentista”…) e con quei due etti di pasta, insomma, la Matriciana di mare di Cedroni (storione affumicato, olio, cipolla e pomodoro) ha fatto la sua porca figura. Da ripetere, magari provando anche l’Arrabbiata di mare dello stesso autore.

Accompagnava il tutto un Traminer alsaziano (Trimbach 2007) che, senza i prezzi folli di certi vini di quei paraggi, aveva un gran bel frutto e una gran bella morbidezza. Andava giù con facilità, nonostante i 14 gradi. Il problema semmai è stato, dopo, quello di tirarsi su…

2 pensieri su “Pronto e buono

Lascia un commento