Che più inglese non si può

Maggie Smith nei panni della contessa madre

Qualche giorno fa sono arrivati tramite Amazon i dvd con le prime due serie di Downton Abbey. In inglese con i sottotitoli in inglese (di meglio non c’era sul mercato). Bello, bellissimo sentire le voci originali (ovviamente assai giuste per gli attori e i personaggi che questi incarnano nella storia; sublime Maggie Smith nei panni della contessa madre). Un po’ più difficile capire al 100 per cento le battute: i sottotitoli sono fatti assai bene ma sono anche veloci, vista in alcune scene la densità del parlato. La serie, scritta da Julian Fellowes (autore anche della sceneggiatura originale di Gosford Park per cui vinse l’Oscar nel 2002), ha ricevuto 5 Emmy nel 2011 e quest’anno 1 Golden Globe e ben 16 nomination agli Emmy.

Non c’è da meravigliarsi allora se storie e personaggi sono più che azzeccati, sia sul versante della famiglia nobile, che in quello della servitù; mondi che hanno, entrambi, regole assai rigide. Nella prima serie siamo nel 1912 e nel naufragio del Titanic muore l’erede del conte. Avendo tre figlie femmine, questi chiama al villaggio un lontano cugino che è destinato a essere il nuovo erede di titolo, tenuta e beni, anche se la primogenita, sua madre e la nonna (che sarebbe poi Maggie Smith) non si rassegnano alla scelta (peraltro obbligata) del conte. Di qui tutti gli intrecci che non sto a raccontare, se non per dire che in realtà le storie della (e tra la) servitù hanno nel plot un’importanza eguale, se non maggiore, a quelle dei protagonisti blasonati e le une e le altre sono assai bene intrecciate. Intrecci sorretti dall’interpretazione di altissimo livello di tutto il cast (e che bello vedere delle facce che non sono le solite facce…).

Lo staff di servizio di Downton Abbey

PS  Avevo scaricato dalla rete la prima serie in italiano. Questo ci aiuta un po’ a seguire lo svolgersi della storia. Quando arriveremo alla seconda serie, lì si parrà la nostra nobilitate. Non dubito che faremo la nostra figura.

3 pensieri su “Che più inglese non si può

    • Va scaricato ma c’è (‘era fino a poco fa) e cmq Rob ce l’ha. La nuova serie dovrebbe cominciare tra un po’ su Rete 4, la collocazione non la so.

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