Quella volta che Antonioni disse no

Ero stato coinvolto da un’amica per una “comparsata” sul set dell’ultimo film di Cristina Comencini, ma ho dovuto rinunciare perché la mia gamba non va benissimo e perché un’urgenza di lavoro ieri mi ha travolto. L’occasione però mi ha ricordato un episodio della mia giovinezza che avevo cancellato dalla mente: quando, trent’anni fa, uno dei più grandi maestri del cinema italiano mi guardò e con un gesto del capo disse “no, non va bene per la parte”.

Oddio, non che fosse una parte vera. Il film era Identificazione di una donna (e a posteriori non è che abbia perso più di tanto a non legare il mio nome a quel film) di Michelangelo Antonioni. Dunque doveva essere la fine del 1981. Serviva uno che interpretasse un regista teatrale e non c’era neanche una battuta, se ricordo bene. Si trattava di scendere di corsa le scale di un teatro vicino a via dei Coronari. Un ruolo che insomma era alla portata delle mie corde (inesistenti) di attore. Così almeno pensava un’amica che lavorava al film, che mi propose di partecipare al casting, se così si può definire la scena un po’ kafkiana e assolutamente muta che vado a descrivere.

Notte abbastanza inoltrata (le due o le tre), finalmente, dopo ore di attesa, io che giravo attorno al set vengo convocato al cospetto del Maestro (che già non parlava più e si esprimeva attraverso la moglie). Lui mi guarda e non ci pensa nemmeno un attimo. Fa cenno di no e via, avanti un altro. Poi prese uno piccolo, magro, dall’aspetto un po’ nevrotico e con tanti capelli. Decisamente ero unfit per quel ruolo.

Così finì una promettente carriera. Prima di iniziare. E l’episodio di ieri conferma che il cinema non  mi avrà. Ma non tutti possono dire di essere stati rifiutati da Antonioni.

Un pensiero su “Quella volta che Antonioni disse no

  1. L’ha ribloggato su enricogalantinie ha commentato:

    Sette anni fa ricordavo un episodio di più di trent’anni prima. Allora la memoria era buona. Oggi ho la memoria del blog. Sennò ‘sta storia di 38 anni fa l’avevo bella che dimenticata.
    No, non è vero. Come dico alla fine del post, «non tutti possono dire di essere stati rifiutati da Michelangelo Antonioni». Io sì, lo posso dire. E certi “no” non si dimenticano…

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