L’astronave di pietra

In seguito si devono essere inventati la storia di Bertrando, militare, vescovo e poi santo, che avrebbe costruito la cattedrale là, sul poggio che domina Valcabrère. Come spiegare altrimenti quell’enorme massa di pietra a forma di chiesa sorta nell’undicesimo secolo, calata quasi come un’astronave a vigilare sulla campagna dell’Alta Garonna, sotto i Pirenei, baluardo della Fede contro i Mori che di là dai monti signoreggiavano sul popolo di Iberia?

La torre di S. Bertrand

Al di là delle fantasie, l’effetto che fa S. Bertrand de Comminges quando appare all’improvviso all’occhio del viaggiatore mentre, lasciata da un po’ l’autostrada, ci si addentra verso la montagna, è davvero incredibile. La cattedrale lascia senza fiato: immensa, bianca sullo sfondo dei boschi verdi, appena coronata da due file di case. E quando poi dalle rovine romane di Lugdunum Convenarum si sale verso la porta attraverso la quale si entra in paese, l’effetto si amplifica, con la torre possente, ancora romanica, e gli archi rampanti della navata gotica. Uno spettacolo. E poi, dalla piazza della chiesa lo sguardo sale lentamente alla cima della torre, che termina con una specie di capanna di legno.

All’interno la grande sorpresa: l’organo e il coro, scolpiti nel legno nel cinquecento da maestranze di altissima qualità. Uno spettacolo nello spettacolo, con simbologie complesse e intagli da grandi ebanisti.

E se riuscite ad ascoltare l’organo (a luglio fanno un festival, se no la domenica alle 11 la messa è suonata e cantata) anche qui sembra di stare in un altro mondo.

Insomma, un astronave ricca di sorprese, dentro e fuori. Per non citare il chiostro, semplice e con vista sulla valle (effetto questo, va detto, di innovazioni dei secoli più recenti: i monaci il chiostro l’usavano per concentrarsi e pregare, e quindi di finestre verso l’esterno non ce n’erano perché non ne sentivano proprio il bisogno).

E poi il resto del paese, quasi congelato nel tempo. Qui sotto, un paio di scorci.

Particolari, no? Che cosa dire poi dell’alberghetto sulla piazza della chiesa? Niente di che, è vero, quasi più un ostello da pellegrini che un albergo per turisti. Ma che pace la notte… E se ci si fa dare una camera vista cattedrale, la mattina, aprendo gli scuri, l’emozione è assicurata.

L'Hotel du Comminges

Parlando di Seillans, parlavo di “posti dell’anima”. S. Bertrand, per me, forse è anche qualcosa di più. E non ho scritto di Valcabrère, il paesino che sta sotto S. Bertrand, dove c’è un’altra chiesa bellissima, S. Just.

Ma anche questa è un’altra storia.

Un pensiero su “L’astronave di pietra

  1. L’ha ribloggato su enricogalantinie ha commentato:

    La prima volta che sono arrivato a S. Bertrand non la ricordo più (brutta cosa la vecchiaia). Potrebbe essere stato venendo da Lourdes, lungo bellissime stradine di campagna consigliate dal navigatore satellitare (all’epoca era quello balbuziente, il tom tom). O invece proprio dall’autostrada dopo Tolosa, lungo la strada che si addentra verso i Pirenei e che proseguendo ti porta in Ispagna.. L’emozione deve essere stata fortissima, vista quella che ancora provo ogni volta che ci torno, e ormai sono tante volte. Questo post di sette anni fa dà una piccola idea della bellezza del tutto. Ma può essere uno stimolo. Che aspettate ad andare?

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