La stella dimenticata

Enki Bilal e Pierre Christin  hanno scritto in coppia alcuni dei più bei romanzi degli anni 70 e 80. Christin alla parole e Bilal alle immagini. I loro romanzi, infatti, sono dei fumetti (anzi, essendo i due francesi – Bilal è nato a Belgrado ma è francese anche lui –, sono delle b.d., delle bandes dessinées, della letteratura per immagini).

Hanno collaborato per un decennio, dal 1975 al 1985 circa (poi Bilal è partito per la tangente delle sue incredibili avventure di fantascienza, ma questa è un’altra storia, anzi, un altro post…), producendo grandi storie, dei veri e propri capolavori. Da La crociera dei dimenticati (1975) a Il Vascello di pietra (1976), da La Città che non esisteva (1977) a Le Falangi dell’ordine nero (1979), da Partita di caccia (1983) a La stella dimenticata di Laurie Bloom (1984). Tutti da leggere. Tutti fumetti “tradizionali” nella forma, anche se nei contenuti non parlavano di vecchie storie, che si svolgono l’altroieri ambientate nell’altrove, quanto di problemi di oggi mischiati ai drammi di ieri: ecologia, sfruttamento, capitalismo arrembante, il ritorno del fascismo, il dispotismo sovietico.

Tutti tranne l’ultimo, La stella dimenticata di Laurie Bloom. Che è diverso nella sostanza: è un “noir” senza morti, un vero e proprio reportage alla ricerca di una “stella minore” del firmamento di Hollywood di cui si sono perse le tracce. Ed è diverso anche nella forma: non è un fumetto ma un mix di storia con immagini, montato giornalisticamente, con le varie persone intervistate che raccontano il loro pezzo di storia, alle quali si aggiungono dei veri e propri “riquadri” che approfondiscono questo o quell’aspetto accennato nelle pagine.

Le immagini di Bilal meritano poi un discorso a parte. Sono tutte o quasi delle foto ritoccate. Partono cioè dalle foto dei posti nei quali i vari personaggi vengono intervistati, sulle architetture delle quali Bilal interviene prima con china e acrilico per “fumettarle” e per poi inserirvi i volti di chi parla. L’effetto è sorprendente. La realtà della foto, richiamata in un francobollo seppiato in alto a sinistra, è completamente ricreata. A volte solo con piccoli tocchi l’autore la fa tutta sua. Davvero incredibile.

E la storia? È la ricerca appunto di dove sia andata a finire Laurie Bloom, al secolo Laurence Blumenthal, giovane bellissima promessa del cinema, scomparsa dopo due film che praticamente nessuno ha visto ma che le hanno cucito addosso una leggenda. (Una storia che ricorda quella del film La banda di Eddie, dove una giovane Ellen Barkin, reporter televisiva, va alla ricerca di un musicista scomparso assieme al suo secondo album mai uscito). Passo dopo passo, personaggio dopo personaggio, i nostri due “indagatori” ricostruiscono la vicenda di L.B.: la droga, il porno, il telefono “per adulti”, il ritorno a casa, la nuova scomparsa. La lingua di Christin è quella un po’ sopra le righe del noir, la musica di fondo è quella di varie stazioni radio di Los Angeles, dal cool jazz al rock anni sessanta, i panorami quelli della megalopoli californiana, dalle case malmesse della Valley alle follie di Venice, dalle ville sul mare di Malibu alle ricche magioni di Beverly Hills.

E Laurie Bloom, che fine ha fatto? Come ogni ricerca che si rispetti, alla fine restano più domande che risposte. Ma il viaggio è stato comunque interessante.

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