Berretto pipa bastone

 

Umberto Saba

“Berretto pipa bastone, gli spenti
oggetti di un ricordo.
Ma io li vidi animati indosso a uno
ramingo in un’Italia di macerie e polvere.
Sempre di sé parlava ma come lui nessuno
ho conosciuto che di sé parlando
e ad altri vita chiedendo nel parlare
altrettanta e tanta più ne desse
a chi stava ad ascoltarlo.
E un giorno, un giorno o due dopo il 18 aprile
lo vidi errare da una piazza all’altra
dall’uno all’altro caffè di Milano
inseguito dalla radio.
“Porca – vociferando – porca”. Lo guardava
stupefatta la gente.
Lo diceva all’Italia. Di schianto, come a una donna
che ignara o no a morte ci ha ferito”.

Vittorio Sereni

Questa poesia si intitola “Saba” ed è tratta da Gli strumenti umani, probabilmente la raccolta più bella (anche se è difficile e fors’anche sbagliato fare graduatorie in questo campo) di un poeta che amo particolarmente, Vittorio Sereni.

 

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