Una Casa che fa per me

Se per caso vi trovate a passare  per Nepi – ma dico la verità: vale la pena di andarci apposta – all’ora di pranzo o di cena, fermatevi a mangiare da Casa Tuscia.

Il giardino, sullo sfondo la Rocca dei Borgia

È un ristorante dove andiamo da anni, ancora prima che si trasferisse nella nuova sede, ricavata dal macello comunale e messa su con gusto da Patrizia e Maurizio.
Ci siamo tornati con un po’ d’amici l’8 dicembre, e siamo stati come sempre benissimo. Cosa rara, tutti e sei abbiamo optato per lo stesso menu, quello verde, senza carne cioè, e la scelta è stata ottima. Dopo una zuppetta di lenticchie come appetizer, abbiamo iniziato con un tortino di porcini con crema di patate e porri (buono, forse un po’ troppo caldo, a voler cercare il pelo dell’uovo), per proseguire con un risotto con la zucca, gorgonzola e granella di nocciole dei Monti Cimini (fantastico, equilibrato e saporito, una vera festa per il palato); una parmigiana di cardi gratinata con mozzarella di bufala e pomodoro (suntuosa) e poi ciascuno si è sbizzarrito con un dolce a scelta dalla ricchissima carta dei dessert (io ho preso una torta di cioccolata all’arancia con salsa all’arancia che era decisamente buona).

Il tutto annaffiato con (nell’ordine e al calice): uno spumante Trento metodo classico (buono) per l’entrée; un Gewurztraminer Ansitz Pfitscher (piccolo produttore di Montagna di cui il sommelier andava molto fiero, e a ragione) che si è sposato magnificamente con il risotto; un Pinot nero dello stesso produttore (buono, e del resto la zona di Montagna è famosa per i suoi pinot neri) e poi, sul cioccolato, un calice di Rhum di 12 anni.

Quella dietro il vetro è la sala che abbiamo avuto tutta per noi

Nota finale (tutt’altro che trascurabile) il conto. Quaranta euro a persona, cifra che ha sorpreso tutti assai piacevolmente. Il costo del menu verde era di 30 euro. Tutto quel ben di Dio di vini e liquori ci è costato solo 10 euro cadauno. Dire onesto è dire troppo poco.

3 pensieri su “Una Casa che fa per me

    • Potrei cavarmela dicendo che è uno spagnolismo, in realtà è ignoranza skycalcio indotta…
      A dire la verità, la parmigiana, ancorché non untuosa, non era nemmeno, anzi, niente affatto anemica, come alcuni a torto la interpretano (in chiave dietetica…).
      No, la parmigiana ha da essere “concreta”, terragna, sostanziosa. E questa lo era.

  1. Sì, dire onesto è troppo poco. Perché Casa Tuscia dimostra che si può avere qualità e piacere anche senza pagarlo caro o di più. E non si tratta della legge della domanda e dell’offerta: a Roma un trattamento così si pagherebbe il doppio, o quasi, spesso solo per ingordigia (nemica del mangiar bene…).

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