Ma come glielo spieghi a una rana?

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Non sono Dio. Non posso salvare quelli che amo. Figuriamoci quelli che più di tanto non me ne importa e con i quali non so come comunicare…

Ieri sera  in piscina ho trovato una ranocchia sul fondo. Immobile. Pensando fosse morta ho provato a prenderla con il retino ma non era morta. E ogni volta che provavo a prenderla, saltava da un lato e scappava. Ci ho provato per un po’ poi ho rinunciato. Cara ranocchia, se vuoi morire, affari tuoi. Domattina ti ripescherò a pancia all’aria, come ho pescato fior di rospi prima di te. Io non sono Dio. Non posso salvare quelli che amo. Figuriamoci quelli che più di tanto non me ne importa e con i quali non so come comunicare…

Così, dopo aver fatto il  mio bagno e due vasche a rana (lo stile che mi dà più soddisfazione quest’estate), mi sono messo a leggere Middle England, l’ultimo romanzo di Jonathan Coe che avevo comprato qualche mese fa e poi sepolto sotto pile di altri libri.  Ho letto una quindicina di pagine e poi mi sono cambiato per andare ad annaffiare. Ed è stato allora che ho visto la ranocchia. Riversa, a pancia in su, decisamente morta. L’ho presa con il retino e l’ho appoggiata sull’erba.

***

Nelle pagine di Middle England che ho letto viene citata una canzone degli anni 80 di Shirley Collins, cantante folk del Sussex. Canzone che dice

Adieu to old England, adieu
and adieu to some hundred of pounds
If the world had been ended when I had been young
My sorrows I’d ever had known

 

 

 

 

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