Firenze passaggio difficile

Quel cartello dopo Scandicci mi era sembrato davvero una presa in giro, ieri sera.

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«Rallentare – diceva –. Operai al lavoro». Rallentare? Ma se da un’ora andavamo  a passo d’uomo (uomo stanco, forse ubriaco, sicuramente bisognoso di lunghe soste, va precisato). Poco dopo Firenze Nord era iniziata l’agonia. Il fiume di automobili e mezzi pesanti  si era bruscamente fermato, dopo l’avvisaglia di Barberino del Mugello. Era una coda da traffico, secondo IsoRadio, non meritevole di segnalazione. E così, stop and go (tanti stop e pochi go, ribadisco) fino a Firenze Sud. Poi avanzamenti di cinque-dieci metri a volta. Uno stillicidio. E la previsione sul tempo d’arrivo a casa sulle mappe di Google che aumentava di minuto in minuto. All’autogrill Chianti do il cambio a Daniela al volante. Le mappe parlano di incidente poco più avanti. Forse IsoRadio ne ha anche parlato, ma aveamo smesso di ascoltarla perché in cambio delle notizie che non avevamo ci toccava ascoltare una musica francamente non all’altezza (e sono stato gentile…). In effetti ci vuole ancora un quarto d’ora per fare mezzo chilometro. Fermo sulla corsia d’emergenza c’è un tir con dei mezzi di soccorso. Il tappo si scioglie e comincia la corsa verso casa.

In fondo me lo sentivo, mentre scrivevo il post all’altezza della stazione di Calatrava a Reggio Emilia, che avrei fatto meglio a soprassedere, che avrebbe portato sfiga, in qualche modo. Fino allora era andato tutto abbastanza ok. Il pezzo di viaggio in Francia era stato ottimo. Il tragitto sotto le Alpi da Chambery a Modane tranquillissimo, con l’autostrada “scortata” da vette altissime e molto belle.

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Tranquilla anche la traversata del tunnel del Frejus (ammazza quanto costa: 44,5 euro non sono certo bruscolini…). Bella anche la discesa della Val di Susa, con la Sacra di S. Michele là in alto, una visione  confusa nella bruma dovuta al caldo; tranquilla poi la tangenziale di Torino. Trafficato ma senza problemi anche il tratto fino a Piacenza. Le prime code da traffico sulla Piacenza-Bologna, nonostante le tre corsie. E poi la traversata di Firenze, con tutti i lavori in corso e il restringimento a due corsie dopo Firenze Sud che hanno aiutato il formarsi della grande coda.

Tutto bene, comunque. Ci abbiamo messo, in fondo, solo un’ora più del previsto: tredici invece di dodici. Ma quando si è in due a guidare, non è un problema troppo grande. Una volta a casa, la mitica arrabbiata di Daniela e un bel Gewürtztraminer alsaziano hanno chiuso alla grande la giornata. Nessuna meraviglia che stamattina la sveglia naturale sia arrivata quasi alle otto…

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