Il diario di prigionia di papà. Parte seconda

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Przsemysl è dove c’è il segno rosso, al confine tra le odierne Polonia e Ucraina

Avevo lasciato papà dopo il “NO” (a Salò, ho presunto), tutto in maiuscole e tanto di virgolette, in data 22 settembre. Per il resto del mese, per tutto ottobre e per tutto novembre c’è un appunto ogni giorno o quasi. Riguardano in prevalenza cibo e spostamenti (verso Przsemysl, al confine tra Polonia e Ucraina: sulle mappe di Google dice che sono circa 900 chilometri e indica come tempo di percorrenza in automobile poco più di otto ore – oggi; 14 con il treno). Ma ci sono anche altri “no” e altre sedute spiritiche. Ecco gli ultimi giorni di settembre, uno per uno.

23 giovedì. «Partenza da Luckenwalde. Berlino. Zuppa e caffè serali».
24 venerdì. «Altra zuppa serale (Kalmen)».
25 sabato. «Arrivo a Skarzisko Kamena. Pane e mele dai polacchi. Puntata fino a Camena. Presenze partigiani.Ritorniamo a Skarzisko».
26 domenica. «Tutto il giorno a Skarzisko. Si parte di notte».
27 lunedì. «Tutto il giorno fermo a Rozwadow. Incontro treno ucraini. Digiuno».
28 martedì. «Arrivo a Przsemysl e ingresso nel campo 327 N (ore 14). Dopo 48 ore zuppa e pane alle 21».
29 mercoledì. «Inquadramento».
30 giovedì. «Partenza olandesi».

Segue ovviamente ottobre. E papà trova ogni giorno (o quasi) qualcosa da scrivere.

1° venerdì. «Nata milizia»
2 sabato, «Arrivano altri 850».
3 domenica. «Ritardo caffè. Armistizio   Rumenia?
4 lunedì. «Discussioni su domanda che ci faranno. Seduta spiritica: Leszinski ci avverte di rifiutare».
5 martedì. «Volontari armata fascista? “No”»
6 mercoledì. «Scritta prima cartolina casa».
7 giovedì. «Nebbia e vento».
8 venerdì. «Distribuzione sapone».
9 sabato. «Distribuzione tabacco».
10 domenica. «S.S. Italiana? “No”»
12 martedì. «Scritta prima lettera casa»
14 giovedì. «Ingrassati gli scarponi».
15 venerdì. «Spiegazione del Vangelo».
16 sabato. «Strutto».
17 domenica. «Sanguinaccio (Voci su nuove domande circa organizzazioni)».
18 lunedì. «Se ne va Lo Cascio».
20 martedì. «Inizia torneo di bridge».

papà in divisaTre settimane di ordinaria prigionia, potremmo dire. Tra generi di prima (o seconda) necessità, annotazioni climatiche, il tentativo di riannodare i legami con chi sta a casa, i tentativi di tedeschi e fascisti di arruolare tra gli ufficiali in prigionia, gli sforzi dei prigionieri di resistere in quelle condizioni non facili, di restare umani.

Papà in quel freddo autunno del 1943 ha ventun anno e mezzo ed è sottotenente dell’aeronautica. (Nella foto qui accanto lo vediamo camminare, con tanto di pastrano, guanti bianchi e sciabola, per le strade di una città che potrebbe essere Roma come Berlino).

Sabato 23 c’è la «Seduta spiritica con trance» Sotto questo titolo, tra parentesi c’è scritto quello che segue.
«Date
10 giorni sfondamento dei Russi
11 giorni guerra Turchia
16 giorni partenza tedeschi (c’è disegnata una svastica, ndr) dall’Italia
22 giorni partenza nostra
2 mesi fine Baffetto e suoi accoliti
È morto il 12 il Padrone (Nella trascrizione papà si chiede: Mussolini?)»

Martedì 26 un supplemento di seduta spiritica con altre due previsioni un po’ ottimistiche:
«Natale a Casa. Sbarco in Provenza».

Sabato 28 c’è l’ultima nota del mese. «Partono gli ufficiali superiori». Resta solo il colonnello De Micheli.

 

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